Apr 12

“4 HOTEL”, QUANTI SPUNTI!

È ormai qualche settimana che su Sky è cominciato il nuovo programma “4 Hotel”, guidato dallo chef Bruno Barbieri. Il format prevede il soggiorno in 4 hotel, per l’appunto, con altrettanti albergatori che da una parte ricevono i colleghi nella propria struttura, dall’altra giudicano le altre tre strutture. Il vincitore, porta a casa un piccolo premio in denaro da reinvestire nell’attività.
Una volta spiegato il funzionamento, non è certo sulla recensione al programma che vorrei focalizzare l’attenzione, quanto evidenziare, invece, gli innumerevoli spunti che da questo ne derivano.
Al di là dei voti degli albergatori, spesso pretestuosi e che lasciano il tempo che trovano, ritengo veramente molto interessante l’analisi che viene fatta per ogni struttura, “scannerizzata”, in primis, dall’occhio attento di Barbieri.
Quanti errori si eviterebbero se ognuno guardasse la propria struttura “cercando il pelo nell’uovo”, come fa lo chef giudicando la location e l’impatto dell’hotel, la camera, i servizi e il prezzo!

Adagio Hotel, Autograph Collection

È lo stesso occhio dell’ospite che entra nella struttura pesando, a livello percettivo, proprio questi aspetti: che impressione riscontra entrando nella hall o nella camera? Che grado di pulizia? Si trova a suo agio oppure la funzionalità è carente? Cosa pesa nel giudizio di comfort e qualità? Cosa ritiene importante e cosa si aspetta da una struttura ricettiva?
Sono elementi che spesso vengono sottovalutati dagli albergatori (o dai progettisti) quando non si calano nei panni dell’ospite.

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Ogni nuova puntata mi entusiasma perché accresce in me l’amore per il lavoro di Hotel Stylist, ed educa ancora di più il mio occhio allo studio della percezione dell’ospite.

Leggi anche “Hotel Stylist

Sin dall’inizio della trasmissione, molti albergatori hanno criticato apertamente il programma, sottolineando l’inadeguatezza di uno chef nel giudicare gli hotel (piuttosto che i ristoranti); ci si dimentica che all’ospite non è certo richiesto di essere albergatore per poter dare la sua opinione ad un soggiorno e per valutare se si sente più o meno a suo agio!
Alcuni sollevano l’appunto che i giudizi siano troppo gratuiti, andando a porre l’attenzione a dettagli talmente piccoli solo in virtù del canovaccio del programma che prevede votazioni reciproche.
Andiamo oltre a questa logica! Se leggiamo tra le righe dall’insieme delle varie puntate, emergono alcuni tratti comuni che delineano esattamente il trend del settore alberghiero: cosa cerca l’ospite e cosa dovrebbe offrire il mondo dell’hôtellerie?

Boutique Hotel Budapest

È tanto facile quanto interessante trovare un comune denominatore delle puntate già trasmesse (che, ne sono certo, lo sarà anche di quelle non ancora in onda): ecco cosa deve soppesare l’hotel per andare incontro alle richieste degli ospiti:

  • Accoglienza – la prima impressione, sia dell’hotel come edificio, sia dell’ingresso, sia del servizio alla reception, sia come primo impatto entrando nella camera: l’ospite viene colpito, positivamente o negativamente, e si porterà questo giudizio come parametro di riferimento. Un’impressione negativa, difficilmente porterà a giudizi positivi del suo soggiorno in hotel.
  • Autenticità – qualsiasi ospite è alla ricerca di un’esperienza autentica. Termini abusati oggi? Vero, ma è la realtà delle cose: gli ospiti premiano chi permette loro di vivere a contatto con il territorio o chi propone servizi diversi dal solito che enfatizzano la qualità della loro permanenza in hotel.
  • Pulizia – Il problema spesso non risiede nella  scarsa cura dell’igiene nelle strutture, ma nella mancata percezione di pulizia da parte dell’ospite. Mi spiego meglio con un esempio: perché il letto bianco o chiaro deve essere un imperativo in hotel? Perché per quanto un copriletto pesante e colorato sia pulito o profumato, agli occhi dell’ospite sembrerà sempre impolverato.
  • Originalità – Ovunque viene premiato il concept che permette all’hotel di differenziarsi sul mercato e di avere caratteristiche distintive. Addirittura, nella trasmissione è successo che anche laddove era presente una bellissima SPA, è stata avanzata una critica perché “troppo standard”, comune, magari uguale a quella che l’ospite frequenta abitualmente sotto casa. Dove sarebbe la novità di questo servizio? Perché l’ospite dovrebbe spendere per usufruire di un servizio che trova quotidianamente nella sua città?

Hotel Viu, Milano

Questi solo i primi elementi su cui focalizzare l’attenzione per rappresentare il ritratto dell’hotel ideale, troppi per un unico post. Continuiamo a discuterne insieme?

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Nel frattempo, da direttori, imprenditori, operatori o progettisti, approfittiamo ancora di “4 Hotel” per un analisi introspettiva degli hotel, facendo tesoro di tutti i suggerimenti che ne potranno scaturire.

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