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Architettura dinamica

Stazione AV Mediopadana - Reggio Emilia

Stazione AV Mediopadana – Reggio Emilia

Se pensiamo alle architetture che ci circondano, la nostra mente è portata ad associare ai volumi dei fabbricati concetti come staticità e pesantezza. D’altronde, l’uso della pietra, dei mattoni e degli altri materiali comunemente utilizzati in edilizia ci spingono a vedere l’edificio come un volume solido saldamente ancorato al terreno su cui insiste.

Tuttavia, l’architettura moderna è orientata a superare questo limite della staticità, attraverso nuove forme e un uso non convenzionale dei materiali.
Non serve andare lontano e pensare ai nuovi grattacieli, progettati un po’ ovunque, dove il parallelepipedo classico si torce, si piega, si decompone come fosse un oggetto di gomma plasmabile a piacimento; non serve citare il mitico Karim Rashid che, a mio parere, è la massima espressione del design fluido, qualsiasi sia il soggetto progettato, dall’edificio alla boccetta del profumo; non serve orientarsi all’architettura di Zaha Hadid e di altri archi-star allergici agli spigoli.
E’ sufficiente guardarci intorno per notare questa tendenza alla morbidezza delle forme, negli edifici così come nell’architettura degli interni: è il trend dell’architettura contemporanea, a cui resiste in questi ultimi tempi forse solo un ritorno ad un certo razionalismo nelle architetture residenziali americane, sebbene molto elegante e decisamente non anacronistico.

L’edificio senza dubbio più interessante realizzato in Italia è la stazione ferroviaria AV Mediopadana di Reggio Emilia, progettata da Santiago Calatrava: è l’espressione che si possa rendere la fluidità anche attraverso l’architettura.
Il concetto della fluidità è ancora più importante pensando alla funzione di questa architettura: stazione ferroviaria, dove è possibile pensare ai treni che passano ad alta velocità creando il movimento sinusoidale che tutti possiamo apprezzare.

Stazione AV Mediopadana - Reggio Emilia

Stazione AV Mediopadana – Reggio Emilia

Mi ci sono trovato, questo giugno, e mi sono reso conto che qualsiasi fotografia non riesce a rendere l’idea: va vista di persona. Come poter descrivere a parole il movimento di acciaio e vetro? Organicità, trasparenza, leggerezza, armonia… sono solo alcune delle caratteristiche che forse riescono ad esprimere il movimento dell’architettura che si è riusciti a materializzare. Ma si tratta di andare anche oltre al semplice concetto di fluidità: qui si tratta di architettura dinamica!

Calatrava in questi ultimi tempi è una figura allo stesso tempo amata e odiata, certamente discussa in Italia dopo gli errori grossolani del ponte della Costituzione di Venezia, in cui la funzionalità viene subordinata al disegno, o per la città dello sport di Roma (rimasta incompiuta per gli eccessivi costi rispetto ai budget previsti), la cui copertura, seppure molto interessante, è oggi una cattedrale nel deserto.
A Reggio Emilia, invece, la stazione è una formidabile architettura, espressione da gran maestro. Chapeau!

 

 

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