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La strategia vincente per gli albergatori? Parte anche dalla tavola!

La ristorazione è parte integrante delle attività che un hotel può offrire ai propri ospiti. È un aspetto che, lo ammetto, ho trattato poco in questo blog. Prometto di rimediare, e vorrei cominciare a proporre il piacevole articolo di Laura Pagura (*) che sottolinea l’importanza del dettagli anche a tavola: parole sante, soprattutto per chi vuole fare della qualità la propria arma vincente.
Quando parliamo di immagine, infatti, tutto quello che rientra nel campo visivo contribuisce alla coerenza dell’insieme, senza eccezioni. E spesso, se vogliamo parlare di riqualificazione di una struttura, elementi come sedie, tavoli o i colori del tovagliato hanno un’importanza maggiore rispetto a controsoffitti, murature e pavimenti, così come la posizione di tutti gli elementi sul tavolo, che troppo spesso creano confusione invece di favorire la piacevolezza dell’ambiente.

Ma vi sto anticipando troppo…


Sembrerà un’ovvietà ma non lo è affatto: ad oggi il solo e unico modo per fidelizzare un cliente è offrirgli un’esperienza. Non un semplice soggiorno bensì qualcosa che possa rapire il cliente con tutti i suoi cinque sensi dei quali il più importante, ricordiamocelo bene, è sicuramente la vista.

Ormai, la presenza sempre più massiccia e importante delle recensioni in Internet ci ha dimostrato come i clienti siano quasi maniacalmente attenti ai particolari, per cui non soddisfarli equivale anche a non curare i dettagli.
Albergatori che offrono anche il servizio ristorante o bar all’interno della propria struttura molto spesso tralasciano di curare le mise en place, l’esatta decorazione delle loro tavole, trascurando, così, peculiarità che verranno sicuramente segnate nel libro nero dei clienti e, di conseguenza, riportati in internet sotto forma di recensioni negative.
Capiamo bene, quindi, che la strategia vincente per avere successo come albergatore parte anche dalla tavola e, soprattutto, da una tavola ben apparecchiata che possa offrire quell’“esperienza di gusto” al cliente e possa anche trasmettere l’anima del locale, esaltandone le portate e il tipo di cucina.

Mise en place significa che tutto è al suo posto. Situazione quasi sempre gradevole partendo dalla cucina ma che diventa sulle tavole imbandite la ricetta perfetta per racchiudere il rapporto tra attenzione al cliente, capacità e creatività. Con la creatività ovviamente entra in gioco il design.
Il comfort va, quindi, a pari passo con l’estetica che parla attraverso tovagliati, posateria, piatti e bicchieri, diventati per l’occasione i suoi interpreti principali.
Ecco, quindi, alcune regole da seguire per ottenere il massimo dai propri spazi e dalle proprie tavole:

Gli spazi

Se la disposizione degli spazi non viene calcolata con attenzione il personale non svolgerà in maniera ottimale il proprio lavoro. Attenzione per cui a disporre i tavoli in maniera efficiente, lasciando zone di passaggio a clienti e camerieri e offrendo anche la possibilità (magari con dei bei tavoli rotondi) di trasformare la cena in un momento conviviale. Il tavolo dovrà, inoltre, essere spazioso a sua volta in modo da offrire al commensale una sensazione di agio e benessere.

La Tovaglia

Attenzione alla misura della tovaglia che non deve essere né troppo corta, offrendo così agli occhi dei commensali un senso di povertà, né troppo lunga, perché scomoda. Deve essere stesa perfettamente, certo, ma anche la scelta dei colori deve essere ragionata: scegliete i più neutri possibili per poter poi sbizzarrirvi e giocare con gli altri accessori della mise en place.

Le posate

Vari modi per distribuirle, vari modi per appoggiarle (all’inglese o alla francese) e vari modi per scegliere quelle giuste. Quello che è certo è che possono essere posizionate in alto o in basso indifferentemente ma, come abbiamo anticipato, potete distribuirle a sorpresa, cioè portarle man mano a seconda del bisogno, oppure apporle tutte subito ordinandole dall’esterno all’interno o, infine, inserirle a seconda di ciò che i commensali ordinano. Quello che conta veramente è la qualità: posate troppo pesanti saranno scomode, quelle troppo leggere non dimostreranno utilità, infine, le posate poco raffinate o, comunque, di basso valore, saranno immediatamente riconosciute e giudicate negativamente.

I bicchieri

I bicchieri, oltre all’estetica, dovrebbero avere una caratteristica principale che è la funzionalità, dovrebbero, quindi, essere utili a una corretta degustazione del vino.
Ci sono, comunque, alcune regole da seguire nella scelta dei bicchieri: per i vini bianchi sarà meglio scegliere dei calici a tulipano o dei calici renani (quest’ultimi per i vini più strutturati) per i vini rossi solitamente è bene scegliere tra calici baloon e borgogna, ovviamente a seconda della corposità del vino.
La posizione del bicchiere d’acqua non è scontata: la teoria classica prevede l’utilizzo di un bicchiere della stessa linea di quello del vino, ovviamente con una capacità maggiore, la teoria moderna utilizza due tipi diversi di bicchieri per vino e acqua per sottolineare la separatezza delle due bevande.

I tovaglioli

I tovaglioli possono anche essere molto colorati se il fondo della tovaglia è di una nuance neutra. Il consiglio è di sceglierli di un tessuto morbido in modo da facilitare le decorazioni e le composizioni. Queste ultime sono preferibilmente molto complicate per buffet e cene in piedi mentre semplici per le cene tradizionali.

Le sedie

La posizione della sedia ha un ruolo fondamentale: infatti, è il punto di riferimento dei camerieri che guardando la sedia capiscono dove sarà meglio porre il coperto. Proprio per questo il centro del coperto dovrebbe essere situato, in linea d’aria, al centro della sedia. Le sedie dovranno essere adatte al tipo di locale ma in questo caso non saranno poste solo nel ristorante: la scelta della sedia giusta riguarda tutto l’albergo, dal giardino alla sala d’ingresso. Scegliere una raffinata comodità per le sedie è sicuramente il giusto compromesso per unire la classe all’utilità.

I piatti

I piatti non devono essere mai a bordo del tavolo ma allineati ad esso: costituiti dalla miglior porcellana, saranno i veri protagonisti della serata che saprete offrire.
Sceglieteli con cura, utilizzate, magari dei design particolari o, comunque, insoliti: colpiranno moltissimo i commensali che cominceranno a sentirsi parte della storia che saprete offrire loro.

Certo, tutte queste piccole e grandi accortezze non serviranno a niente se non partirete da prodotti di qualità: la scelta della propria linea di accessori e stoviglie deve ricadere sempre su alti standard qualitativi.
Le opzioni sono varie ma il consiglio è quello di acquistare facilmente e velocemente tramite modalità e-commerce: un esempio tra tutti è lo shop online www.maincart.it che offre un’ampia gamma di prodotti e, soprattutto, di brand imbattibili per qualità e professionalità quali Bormioli Rocco, Baldassare Agnelli e Bauscher. Il consiglio è quello di scegliere i prodotti migliori e più adatti al nostro ambiente e di sceglierli con l’obiettivo di coniugare raffinatezza e utilità: unico vero modo per strabiliare i clienti e offrire un’esperienza sensoriale che non si dimentica.


(*) Laura Pagura, dopo una laurea triennale in Lettere Moderne e una magistrale in Comunicazione ha cominciato a lavorare presso varie web agency nel ruolo di Digital Marketing Specialist occupandosi di curare la presenza on-line di realtà variegate. Attualmente segue anche un progetto nel settore Horeca che l’ha portata a scoprire l’ambito alberghiero e le sue svariate declinazioni nel mondo del design e dell’architettura.”

Permalink link a questo articolo: http://www.hoteldesign.org/guest-post/strategia-vincente-per-albergatori-la-tavola-del-ristorante/

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