IL VALORE DELL’IDEA

L’esempio di The Student Hotel di Firenze

Da buon “spacciatore di idee”, il lavoro sulle idee è alla base della mia professione e non ho mai messo in dubbio il loro valore. Ma più che trasmettervi la loro importanza in maniera astratta, stavolta vi racconto la mia recente esperienza di soggiorno in un hotel che, probabilmente, tutti ormai conoscete, rientrato in qualche classifica tra i più cool del 2019: The Student Hotel di Firenze.

Sono riuscito a passare con la famiglia un paio di giorni a Firenze a fare il turista. Una piacevolissima città che ho potuto vivere appieno quasi 15 anni fa, in occasione del cantiere di ristrutturazione di Palazzo Feroni Spini (quartier generale di Ferragamo) che ho seguito come construction manager per conto di una società americana che aveva vinto l’appalto.
I figli erano troppo piccoli per ricordarsi di Firenze, e questa è stata una nuova occasione per andare tutti insieme: perché non scegliere di soggiornare in uno degli hotel più nuovi?

Sono partito conoscendo già la fama di questo nuovo brand, fondato da Charlie MacGregor secondo una “formula ibrida che si rivolge non solo ai viaggiatori e ai turisti, ma anche agli studenti, familiari, imprenditori e giovani startupper, come una sorta di comunità trans-generazionale e trans-culturale che trae forza dalla collaborazione e dalla condivisione delle idee

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Solo un accenno alla particolarità dell’hotel di Firenze: 400 camere, ricavate dalla ristrutturazione del “Palazzo del Sonno”, con ampi spazi comuni dedicati a servizi come palestra, piscina, sala giochi, co-working ed ancora ristorante, bar, biblioteca…insomma, aree votate a quel co-everything che amo sviluppare incondizionatamente nella progettazione dei locali comuni di un hotel: l’opportunità di sviluppo di un hotel sempre più integrato al territorio ed aperto alle esigenze dei viaggiatori globali.

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Gli spazi sono molto accattivanti, freschi, “giovani”, se mi consentite di dare una definizione del genere. Il colore permea tutte le aree, così come il design, la cui presenza risulta ponderata in maniera che diventi elemento caratterizzante ma non eccessivo.
Nell’insieme, tutto molto bello e, soprattutto, dello spirito giusto per materializzare i concetti di accoglienza e ospitalità.

Eppure, il mio occhio specializzato è caduto su tanti dettagli e particolari che mi hanno sorpreso per la loro…trascuratezza!
Premetto subito che non scrivo questo per criticare, perché il mio giudizio su tutto è estremamente positivo, ma lo evidenzio proprio per dimostrare quanto è forte l’idea nuova che è alla base di tutto!
Un’idea che oscura il fatto che la porta del bagno, in camera, sbatte sul letto o che il lavandino è microscopico malgrado l’ampiezza del bagno ben sopra la media (e, peraltro, con la “classica” mensolina sopra il lavabo dove, immancabilmente, si sbatte la testa ogniqualvolta che ci si lava i denti). Un’idea potente al di là della mancanza del controsoffitto nel corridoio che, in virtù di un industrial style, lascia a vista la dorsale degli impianti…una cosa che farebbe rabbrividire alcuni miei clienti.
Nel suo insieme, l’idea stravince contro la mancanza di attenzione nei confronti di alcuni dettagli, per quanto importanti per la funzionalità degli spazi.

Nei miei progetti, la cura di qualsiasi aspetto è quasi maniacale. Eppure, in moltissimi casi il rischio del compromesso è dietro l’angolo: lavorare per riqualificare strutture ricettive esistenti pone, spesso, numerosi vincoli, talvolta insuperabili a meno di spese non commisurate con il business dell’attività.
Per questo motivo, spesso l’imprenditore decide di fare un passo indietro, nella convinzione che che non valga sempre la pena investire senza la possibilità di raggiungere l’optimum. “Tutto, o niente” diventa la scusa per rimanere in una situazione di stallo, nell’illusione che le cose possano comunque andare (miracolosamente) avanti e, di fatto, auto-sabotando la propria attività.

The Student Hotel di Firenze è la testimonianza che nulla può fare da ostacolo quando si abbraccia un approccio nuovo e non convenzionale. Dimostra che è necessario vedere la situazione nel suo insieme, dall’alto, mantenendo forte e chiara l’attenzione sull’obiettivo di affrontare il mercato a viso aperto, senza il timore di essere diversi, laddove differenziarsi è – senza dubbio – un grande valore aggiunto.

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Che The Student Hotel possa essere di esempio virtuoso per tutta l’hôtellerie italiana, per darle lo stimolo giusto per tornare a competere con una mentalità nuova e più internazionale, pur mantenendo la propria autenticità e recuperando il valore della storia che caratterizza in maniera unica gli alberghi italiani.
D’altronde, il valore della location è un tesoro impagabile che in Italia ci troviamo tra le mani gratuitamente, spesso senza saperlo sfruttare: se non sommato ad una nuova concezione di hotel, da solo non potrà mai soddisfare appieno gli ospiti.

Non a caso parlo di location in chiusura del post sul The Student Hotel, che ne fa il suo fiore all’occhiello: un panorama su Firenze dalla terrazza della piscina che, da sola, vale il prezzo del soggiorno. Non ha uguali e dimostra quanto deve essere stata ben chiara a Charlie MacGregor la risposta di Conrad Hilton interrogato sulle tre cose più importanti per un hotel: “location, location, location”.

In Italia il concept sta arrivando anche a Roma e a Bologna; in Europa ha già toccato, Barcellona, Amsterdam, Vienna, Parigi, e tante altre città e non posso che essere felice che queste nuove idee trovino un così vasto riscontro.

Che aspettiamo a trovare la nostra nuova idea per caratterizzare la nostra visione del futuro?

Lasciami le tue gradite opinioni nei commenti. Parliamone…fammi sapere se hai soggiornato in questo hotel e se condividi le mie impressioni

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