L’HOTEL VIVO E MULTITASKING

In linea con l’ultimo post, la scorsa settimana, sul gruppo Fb “Hotel & SPA Design” (a cui continuo ad invitare tutti gli appassionati di hôtellerie) abbiamo condiviso alcune riflessioni che prendevano spunto da uno studio sui trend del settore alberghiero pubblicato all’inizio dell’anno (e scaricabile qui).
La discussione si è innescata con un post di Giovanni Sedda, con il quale condivido una passione attiva per il mondo alberghiero, che si soffermava su un articolo specifico: “The hotel of the future needs to be everything to everyone”.

L’hotel del futuro deve rispondere alle esigenze della vita multitasking delle persone: per questo motivo, attraverso una rinnovata fluidità degli spazi e delle funzioni, l’albergo viene a rappresentare un nuovo modello di business che superi i limiti già raggiunti con il co-living ed il co-working.
È un concetto che ritorna frequentemente nella mia ricerca costante, alla base di qualsiasi lavoro di progettazione, e attraverso il quale sto già sviluppando, con il mio studio, un bellissimo progetto vicino Milano che non vedo l’ora di realizzare.

Bohem Boutique Hotel, Budapest

Sono sempre stato entusiasmato da questo modo di concepire gli spazi di un hotel tanto che l’idea di fare dell’hotel un organismo vivo in ogni ambito e parte integrante del territorio circostante, permeato ad esso, è stato il tema del workshop per i partecipanti al primo corso in progettazione alberghiera organizzato da Wellness Design che ho seguito come direttore tecnico nel lontano 2005.

Side Hotel, Hamburg

L’interattività, le abitudini e le attitudini dei viaggiatori globali di oggi indicano come l’hotel del futuro dovrà rinnovare il proprio approccio. Guai a considerare l’albergo come la struttura che vende solo la sistemazione per la notte: un pensiero che deve essere allontanato come la peste perché autostrada diretta verso il baratro del fallimento.

L’hotel diventa luogo di lavoro, con spazi dedicati al co-working o allestiti per il lavoro individuale; diventa centro commerciale, non più solo per i grandi brand di lusso, come già avveniva per gli hotel di alta categoria, ma come “accessibili e interattivi showroom”;
Ogni spazio diventa luogo di ritrovo, occasione per interagire con gli altri o, come si usa dire, per “stare soli insieme”, ovvero, per fare le proprie cose ma in mezzo agli altri.
Quale migliore luogo della lobby per rappresentare un ambiente di “co-everything”, per usare un espressione utilizzata nell’articolo che risulta così forte da riassumere tutto?

“Dormire, mangiare, bere, socializzare, intrattenersi, imparare, lavorare: “Gli spazi non possono essere più progettati per specifiche esigenze: così, le camere degli ospiti non sono più ambienti usati solo per dormire, come bar e ristoranti non sono pensati solo per mangiare e bere e le lobby per socializzare o intrattenere. Tutti gli spazi di un hotel devono essere in grado di passare da un tipo di necessità all’altra senza soluzione di continuità.
Perché l’hotel del futuro si distingua, deve offrire un’esperienza davvero differenziata. Si tratta di portare il concetto di “mixed-use” ad un livello superiore, di creare spazi che racchiudano una moltitudine di esperienze ben al di là dei nostri concetti tradizionali di ciò che costituisce alloggio, vendita al dettaglio, stile di vita, lavoro e intrattenimento

Art Hotel, Amsterdam

Non vi lascia pensare tutto ciò?
Solo all’idea mi prende un entusiasmo tale che la mia mente vola nell’immaginare fantastiche soluzioni che possano fare dell’hotel un organismo completamente nuovo.
Pensare ad un hotel vivo! L’albergo deve diventare una struttura che permetta lo sviluppo di una serie di microcosmi, specchio del dinamismo della vita odierna, invece che di ambienti anacronistici che, non riflettendo più le esigenze degli ospiti, diventano scatole vuote.
E in tutto ciò, pensiamo al mercato italiano: quante opportunità di sviluppo verso nuovi concept che potrebbero fare degli hotel un “prodotto” che sbaraglierebbe tutti sul mercato, nazionale ed internazionale!
Come sempre, è una questione di idee e di approccio, non di budget: per fare l’imprenditore nel settore alberghiero, oggi, è più difficile trovare il coraggio di abbracciare una nuova mentalità che trovare il finanziamento per gli interventi di riqualificazione. E ci vuole l’umiltà di studiare sempre e di lasciarsi consigliare, formando un bel team di lavoro qualificato che possa recepire le nuove tendenze del mercato internazionale, calandole sulla singola realtà personale dell’hotel. Non è straordinariamente stimolante?

Leggi anche “Nuovi trend del settore alberghiero”

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2 comments

    • Francesca ignani on maggio 6, 2019 at 10:55 am
    • Reply

    Ciao, sei stato davvero una bella scoperta! Leggerti mi ha illuminato per quello che dovrò realizzare: mi hai dato spunti di riflessione molto interessanti.
    Dovrò tenere dei Corsi di Hotel Design e vorrei utilizzare alcuni tuoi concetti nuovi relativi al concept alberghiero, e ti chiedo il permesso di farlo.
    anche io sono un Architetto specializzato in progettazione di Hotel, con l’attestato di un Corso di Alta Formazione del Politecnico di Milano.
    Continuerò a seguirti piacevolmente…

    Buon lavoro
    Francesca

    1. Ciao, mi fa molto piacere che abbia trovato interessanti alcuni spunti. Puoi parlare tranquillamente dei concetti esposti sul blog ai tuoi corsi, l’importante è lasciarmi la paternità dei progetti di ricerca (in particolare sulla Wellness Room e sul concetto di Hotel Stylist).
      Quando vorrai, aspetto qualche tuo commento sui miei post per sapere che ne pensi: alimentiamo il dibattito sul bellissimo mondo degli hotel (mi trovi a farlo anche sui vari social, in particolare sul gruppo di Fb “Hotel & Spa Design”)
      A presto, ciao

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