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Apr 22

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IL COLORE DEL BENESSERE

Articolo pubblicato su Beauty Forum n.2/2017

Ormai da diversi mesi sto lavorando su un tema di primaria importanza tanto per il settore dell’estetica e del benessere quanto per quello degli hotel: il colore.
Mi sento pervaso di una voglia matta di progettare con il colore come mai mi era successo prima. Che vorrà dire? Sarà il contrappeso del fatto che amo vestirmi sempre di nero?

Probabilmente no. Potrebbe essere, invece, la posata consapevolezza che il colore ha un ruolo fondamentale nella nostra vita, nelle nostre case, negli ambienti in cui viviamo, lavoriamo e trascorriamo del tempo. A maggior ragione, il ruolo diventa chiave se si tratta del nostro benessere, laddove il colore non ricopre soltanto il ruolo di “tinta” per rendere più o meno gradevoli le pareti di un centro estetico o di una SPA, ma diventa parte integrante del trattamento e, in generale, dell’esperienza che l’ospite assapora all’interno della struttura.

Parlando di colore, si apre un mondo di possibilità legato alle molteplici opzioni di illuminazione scenica, attraverso la quale è possibile raggiungere la sfera emozionale dell’ospite semplicemente con sistemi RGB che, oggi, sono alla portata di tutti. Che si tratti di SPA o di centro estetico, di una cabina trattamenti o della zona accoglienza, prevedere un’illuminazione colorata è abbastanza semplice ed è la scelta perfetta per catapultare subito l’ospite in un mondo suggestivo e parallelo a quello ordinario.

Ai fini del nostro benessere, non dimentichiamo che i colori hanno un grande effetto sul nostro cervello, sul nostro umore e sul nostro stato psicofisico: energizzanti, rilassanti, calmanti, blu, rosso, giallo, verde…si tratta di quella che, impropriamente, viene chiamata “cromoterapia”, con la quale, comunemente, si individuano le applicazioni della psicologia del colore (e non l’effetto terapico del colore come cura a malattie o indisposizioni, come il termine suggerirebbe).

Qual è il vostro colore? Ognuno di noi ha una tonalità che ci fa sentire bene. La mia, per esempio, è il blu: è quello in cui mi piace sentirmi immerso e che, semplicemente, attira sempre la mia attenzione; è quello che sceglierei tra tanti per riempire di luce un ambiente, che mi trasmette un senso di benessere e che vorrei associato a qualsiasi trattamento, in zona umida o in cabina.
Un operatore preparato riesce ad individuare facilmente il colore del proprio ospite, per poter poi studiare un percorso di benessere ad hoc.

Ma non mi dilungo oltre sul tema dell’effetto psicosomatico dei colori, che lascio volentieri sviluppare a chi ha le competenze per riuscire ad utilizzarli come parte fondamentale dei trattamenti in cabina. Il colore non è solo luce, ma è anche uno degli strumenti più importanti per vestire un centro benessere e caratterizzare l’immagine di un centro estetico e, in questo, il mio ruolo creativo di architetto e interior designer mi permette di condurre i giochi.

L’uso del colore, spesso, è legato al gusto di chi realizza un ambiente. Troppo poco spesso, invece, si pensa ad utilizzarlo in modo sapiente, dosato e in coerenza con tutto l’insieme, fattore che ritengo di vitale importanza per riuscire a creare la giusta atmosfera.
Per fare un esempio pratico, ho ancora negli occhi tutto il rosa del mondo racchiuso in un centro estetico di fianco al mio studio: pareti, soffitti, arredi, quadri…tutto rosa acceso, presumibilmente usato pensando di associare a quella specifica nuance i significati di estetica e di bellezza. Niente di più sbagliato!

Ma si soffre anche quando l’interpretazione è al contrario: è altrettanto sbagliato, infatti, assoggettare gli ambienti interni ad un appiattimento generale in virtù di una presunta eleganza dettata dai toni dei beige, dei grigi o dei “troppo” bianchi.

Lavorare con il colore significa esprimere i concetti positivi di “bellezza”, “benessere” e, perché no, di “allegria” in maniera tale che venga valorizzato l’insieme; vuol dire tradurre nel proprio centro il sorriso, la vitalità e la spensieratezza, alla base di un’offerta di benessere.

Non è facile definire a parole la strada che porta ad una progettazione coerente del colore, forse è più semplice spiegare il concetto con un esempio concreto: chiudiamo gli occhi e facciamo finta di decidere di caratterizzare il nostro centro con colori tenui, un bianco alle pareti – che fa risaltare le luci colorate – un color sabbia tenue per gli arredi, o legno chiaro o sbiancato, un pavimento in gres finto legno, un po’ più scuro del resto, ma non troppo. L’obiettivo è quello di creare un ambiente caldo ed accogliente; non rischia, invece, di apparire un po’ monotono, visto che tutte le tonalità rientrano nella stessa gamma di colori chiari?

Ecco che un semplice tocco di colore più forte e deciso non solo accende l’ambiente, ma valorizza tutti quei colori chiari che prendono vita nel contrasto con questo tono più acceso.
D’altro canto, per una scelta cromatica d’effetto, è essenziale evitare le cosiddette “arlecchinate”, puntando invece sulla giusta dose di colore che dialoghi in coerenza con tutti gli elementi presenti, con i materiali, gli arredi e le luci dosati per trasmettere benessere e positività agli ospiti che si avvicinano alla struttura e agli operatori che vi lavorano.

Riprendendo un’altra frase del designer Karim Rashid, già citato all’inizio e in altri post, concludo con il mio augurio: “Non abbiate paura dei colori”.


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Permalink link a questo articolo: http://www.hoteldesign.org/il-colore-del-benessere/

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