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Lug 02

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HOTEL, UN’OPERA D’ARTE

Finalmente riprendo possesso del mio blog!
Un attacco di commenti indesiderati mi ha bloccato l’accesso. Per uno come me che si occupa di architettura e interior design e non di software e programmazione, la soddisfazione di aver individuato e risolto brillantemente da solo il problema è molto grande.
Essere rimasto fuori casa senza chiavi, però, mi è pesato molto: mi piace scrivere e in questo periodo di silenzio forzato ho accumulato un po’ di interessanti argomenti da condividere. Cominciamo?

Tra gli obiettivi che mi ero posto quest’anno c’era quello di essere meno didattico e più incisivo su come poter affrontare la repentina evoluzione del settore dell’hotellerie e del benessere. Un argomento sul quale mi piacerebbe scrivere all’infinito riguarda le idee e l’approccio che è necessario avere dal momento in cui si vuole scegliere una strada per rinnovare il proprio albergo o la propria SPA orientandoli verso un futuro di successo.

Prendo spunto, stavolta, da una passeggiata fatta con la mia famiglia al MAXXI, museo di arte contemporanea aperto nel 2010 a Roma e realizzato su progetto dell’archistar Zaha Hadid.
Un’architettura fluida e molto particolare in cui protagonista è il cemento che, contrariamente a quanto ci si possa aspettare da questo materiale, è asservito alle “leggi” della dinamicità che contraddistinguono i progetti dell’architetto, purtroppo scomparso lo scorso anno.

Tra tante bellissime opere di Zaha Hadid (il cui studio ha inaugurato proprio qualche giorno fa anche la particolarissima stazione ferroviaria di alta velocità ad Afragola, Napoli), questa di Roma non mi ha mai fatto impazzire particolarmente ma, devo essere sincero, di sera le forme assumono comunque un loro fascino e, illuminate sapientemente, creano un’atmosfera decisamente più interessante.

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Gli interni, più affascinanti, sono invece uno spettacolo di forme armoniche che si intrecciano nelle rampe che conducono alle varie gallerie.

Ma non volevo parlare di architettura: cosa c’entra il museo d’arte contemporanea con alberghi e benessere? Ci arriviamo subito.
Al MAXXI abbiamo trovato diverse mostre espositive, da quella dei modelli della metropolitana di Napoli firmati dai più noti archistar a quelle più figurative e, soprattutto, surreali.
Entusiasta per ogni forma artistica, cercavo di trasmettere le mie emozioni ai miei figli, ormai grandi abbastanza per poter apprezzare queste forme di arte, quando, senza mezze parole, mia figlia mi dice: “Papà, a me queste opere non piacciono per niente!”
È stata l’occasione per spiegare che dietro un’opera d’arte, dietro quello che vediamo, dietro il lavoro di un’artista, c’è una visione che l’artista stesso cerca di trasmettere al mondo attraverso l’uso di materiali, forme di tutti i tipi, fotografie, video o musica.

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Ogni installazione ha un suo perché, un concept che va approfondito andando ben oltre ciò che si vede nell’opera d’arte. Poi, è ovvio che alcuni riescono a trasmettere meglio il loro pensiero rispetto ad altri (e alcune opere sono veramente inguardabili), ma ciò non toglie nulla all’importanza di quello che troviamo nella visione dell’artista.

Una stazione della metropolitana di Napoli – Progetto Karim Rashid

Ed è proprio questo che trovo come spunto: oggi realizzare un hotel vuol dire andare ben oltre il progetto! Riqualificare gli spazi con l’obiettivo di soddisfare le nuove esigenze degli ospiti vuol dire abbracciare una visione attraverso la quale trasmettere agli ospiti l’anima dell’hotel, raccontare loro una storia a cui loro stessi prendono parte, diventando protagonisti della loro esperienza di benessere personale.

Stazione AV Afragola, Napoli – Progetto Zaha Hadid

È possibile usare legno, ferro, verde, rosso, arancione, musica classica, immagini, video…non importa: questi sono “solo” gli strumenti attraverso i quali è possibile tradurre le idee affinché diventino tangibili per l’ospite.

Un hotel deve diventare un’opera d’arte che, nella sua complessità, rispetti la funzionalità, presenti un’immagine emozionale e condivida la propria visione con gli ospiti, che ne fanno parte come attori all’interno di una sceneggiatura creata per loro sulla base di una storia che rappresenti l’anima della struttura.

C’è ancora chi pensa al giorno d’oggi che riqualificare un hotel sia semplicemente ridistribuire alcuni spazi o inserire nuovi arredi?

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Permalink link a questo articolo: http://www.hoteldesign.org/hotel-come-opera-arte-la-visione-oltre-il-progetto/

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