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Cersaie 2014, nuovo anno, vecchia fiera?

Salone internazionale della ceramica per l’architettura e per l’arredo bagno
Bologna, 22-26 settembre 2014

Malgrado il “comprensorio della ceramica” italiana sia il più importante del genere a livello internazionale, ogni anno che passa diventa sempre più difficile lavorare con gli stessi risultati di una volta. E in questi tempi in cui è necessario stringere la cinghia, figuriamoci quanto è difficile organizzare una manifestazione come il Cersaie, così specifica e specializzata.
Le difficoltà sono tangibili e preoccupanti: riduzione degli spazi espositivi per la flessione delle adesioni e diminuzione dei visitatori.
Come reagisce il Cersaie in risposta a questo momento di difficoltà?

Mi aspettavo una risposta a colpi di novità da parte delle aziende, di innovazione delle proposte progettuali, a colpi di soluzioni orientate alla distinzione per emergere dal marasma di prodotti e materiali presenti sul mercato.
Invece, purtroppo, riscontro un appiattimento globale dell’offerta; nulla è riuscito a colpirmi e a trasferirmi sensazioni che mi solleticassero nuove idee e nuovi spunti.
Più che altro, dalle proposte avanzate sono nati dubbi e interrogativi. Un esempio: per quanto riguarda pavimenti e rivestimenti, vincono i grandi formati, presentati da moltissime aziende in allestimenti anche molto eleganti. Ma siamo sicuri che in questo momento di forte contrazione, laddove gli spazi da progettare nelle nostre case, negli ambienti di lavoro e di vita quotidiana sono sempre più piccoli, puntare alle lastre di grande formato sia la scelta giusta?

Stefano Pediconi

Stefano Pediconi

Le cose più particolari trovate al Cersaie sono le più sofisticate; purtroppo, le più sofisticate sono le più costose. Per questo, la maggior parte delle soluzioni più interessanti sono belle da guardare ma spesso inavvicinabili.
La soluzione che ritengo più ovvia ma non banale (e, purtroppo, non così scontata) non è nel pregio e nel costo di una mattonella o nel design più ardito e costoso di un sanitario. Per avvicinarsi ad un mercato che richiede sempre più bassi costi di fornitura (senza, peraltro, derogare sulla qualità), forse sarebbe necessario pensare meno complicato, utilizzare materiali e soluzioni semplici ma in maniera nuova e non convenzionale: giocare sui formati, sui colori, sulle modalità di posa. Perché non si trova nulla che possa suggerire al visitatore come ambientare i materiali, seppure nella loro semplicità, sfruttandone le caratteristiche per generare immagini nuove nelle nostre case?
Disegna la tua casa CERSAIE 2014

 

 

 

Come architetto, ho aderito all’evento “Disegna la tua casa” con la rivista Wellness Design: organizzata dalla fiera, è l’occasione per spingere i visitatori a fare una chiacchierata con alcuni professionisti per farsi consigliare in merito ad eventuali lavori da fare o modifiche da apportare nelle proprie abitazioni. La totalità delle persone che mi hanno interpellato cercavano spunti nuovi che partivano dal presupposto di dover spendere quanto meno possibile senza prescindere da un ottimo risultato finale.
E’ il valore del progetto, l’elemento che potrebbe permettere a molte aziende di sfruttare gli ottimi materiali in produzione, per creare nuove modalità di interazione con i clienti finali attraverso il suggerimento di nuove applicazioni che partano da idee diverse dal solito.

Riflettendo più in generale sulle manifestazioni fieristiche, oggigiorno esiste un nuovo modo di fare fiera, che nasce dalla sinergia tra le varie aziende. L’obiettivo è creare ambientazioni che possano colpire il visitatore, che non sempre è l’architetto che, per preparazione, riesce ad immaginarsi uno spazio partendo da due materiali magari visti in due posti e due momenti diversi.
In pratica, il visitatore che vuole comprare un’automobile, oggi non vuole vedere separatamente parabrezza, ruota, volante o sedile, da comporre mentalmente in un puzzle, ma vuole trovarsi di fronte alla macchina completa. Questo è il futuro delle fiere, e molte manifestazioni, come il Sia Guest ormai alle porte (Rimini, 9-12 ottobre) si sono adeguate a questo trend già presente a livello internazionale.
E’ molto positivo che anche il Cersaie si sia aperto alle mostre-evento: un pool di aziende che si mettono in relazione tra di loro intorno ad un progetto, in modo da proporre delle interessanti ambientazioni piuttosto che stand di un singolo prodotto.

IMG_2335CER-SEA, il nome dell’allestimento presentato dal Cersaie, vuole proporre una interpretazione del futuro delle spiagge e degli stabilimenti balneari, grande ricchezza in Italia, e prospettare un nuovo modo per renderle fruibili e abitabili tutto l’anno.
L’idea è buona e sfrutta intelligentemente il benessere come strumento per poter organizzare alcune iniziative volte proprio ad allungare il periodo di attività delle spiagge.
Se nel panorama internazionale l’idea non è nuovissima (anche il nostro studio di architettura ha presentato una proposta simile in Spagna un anno fa), il tentativo di guardare al futuro anche in Italia è apprezzabile.
Purtroppo, è sempre molto difficile spiegare bene il concept attraverso delle ambientazioni guidate troppo spesso da interessi commerciali delle aziende partecipanti ma solo con lo sforzo di simili iniziative è possibile rimediare alla staticità italiana; solo attraverso la proposta di queste nuove idee, per quanto faticoso possa essere farle emergere dal nulla, è possibile pensare il futuro delle manifestazioni fieristiche e, più in generale, della progettazione con la P maiuscola.
Pur soffrendo di un apparato di comunicazione in rodaggio, Cer-Sea ha spiccato sul resto per la qualità delle proposte, sia delle singole aziende aderenti, sia, nel complesso, delle ambientazioni create.
Sicuramente un passo avanti dal quale il Cersaie dovrà ripartire per poter guardare ai prossimi anni con maggiori prospettive.

Permalink link a questo articolo: http://www.hoteldesign.org/gallery-eventi/cersaie/

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