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Ott 24

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HOTELLERIE, UN SETTORE IN SALUTE?

Eccomi reduce dalla settimana del Sia Guest – Salone Internazionale dell’Accoglienza – che anche quest’anno ha riunito a Rimini albergatori, operatori, imprenditori, fornitori e appassionati dell’hotellerie.
Il sodalizio tra le fiere di riferimento per turismo e ospitalità (Sia Guest, TTG Incontri e SUN) ha portato una discreta folla di interessati in fiera e, nell’era di internet in cui tutto può trovarsi online, sembra comunque un piccolo successo.

Anche quest’anno con il mio studio professionale, ho realizzato un nuovo progetto nella mostra I Love My Wellness “Wellchrome”, organizzata da Wellness Design: l’occasione per presentare la “Well & Art Room”, una nuova Wellness Room vestita con l’immagine e i colori di De Stijl, il movimento neoplastico noto per il lavoro di Mondrian, Rietveld e Van Doesburg.
Ho già scritto abbastanza sulla nuova Wellness Room, sviluppata secondo l’importante progetto di ricerca volto a concepire la camera di hotel per il completo benessere dell’ospite: non insisto e vi rimando alle pagine dedicate in cui ho pubblicato anche una photogallery dell’evento.

Vai alla pagina “Well & Art Room” nella gallery eventi

Leggi “Well & Art Room, una nuova Wellness Room al Sia Guest, articolo pubblicato su Sharing Tourism 

Mi interessa, invece, condividere con voi le mie impressioni sull’evoluzione del settore alberghiero, sui trend e su quanto è emerso vivendo durante il Sia Guest fianco a fianco con gli operatori specializzati intervenuti.
Dove sta andando l’hotellerie? Come si muove per andare incontro alle esigenze degli ospiti? A che punto si trova la tanto agognata riqualificazione del settore in Italia?

Una manifestazione come il Sia Guest riesce a dare qualche risposta, non tanto guardando ai singoli eventi o alle proposte degli stand, né specificatamente seguendo gli incontri organizzati sui mille argomenti riguardanti l’albergo, quanto respirando l’aria generale che tira o leggendo il tutto tra le righe: lo stato di salute del settore emerge dall’analisi attenta della risposta degli albergatori che hanno partecipato alla manifestazione agli stimoli ricevuti.

L’interesse e il desiderio di crescere qualitativamente che ho riscontrato è sicuramente positivo: c’è molta più consapevolezza rispetto al passato che il mondo alberghiero è cambiato e che il concetto di accoglienza debba seguire le esigenze degli ospiti di oggi e fornire loro un’adeguata risposta alla ricerca di benessere e di emozione sin da quando varcano la soglia dell’hotel (anzi, anche prima).
Riprendendo una citazione da un post letto in settimana, “l’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito” (cit. Anne Carson): in questo compito, gli hotel hanno una buona fetta di responsabilità e molti ne stanno prendendo coscienza.

Allo stesso tempo, però, ho notato poca cultura di un comparto che, comunque, continua a muoversi, barcollando, su binari vecchi, senza riuscire a guardare troppo oltre al proprio naso.
Ho riscontrato che c’è ancora una diffusa presunzione di fondo negli operatori che fanno fatica ad alzare la testa per cercare nuove forme di marketing, comunicazione e, soprattutto, nella concezione di nuove modalità di sviluppo di strutture alberghiere che, invece, hanno una profonda necessità di tornare al passo con i tempi.

L’interesse agli argomenti presentati negli incontri che ho tenuto al Sia Guest è stato alto: ho parlato di “SPA in hotel” e di “Hotel Stylist” come modo di affrontare lo sviluppo di una struttura per gradi, secondo i budget a disposizione, presentando il case history dell’Hotel Casa Yvorio, di cui sto seguendo la riqualificazione.
Argomenti battuti da parecchi anni che, però, risultano nuovi agli operatori, a dimostrazione della grande difficoltà di raggiungere le orecchie di chi non vuole sentire.

Ho riscontrato stupore negli occhi di chi ha preso coscienza dell’esistenza di un professionista specializzato in progettazione alberghiera, della possibilità di riqualificare le strutture senza dover fare il passo più lungo della gamba o di chi si è trovato di fronte alla possibilità di seguire un approccio nuovo e diverso nella concezione di un centro benessere in hotel.
Eppure, per chi dovrebbe essere avido di novità per portare la propria struttura alberghiera a distinguersi sul mercato, lo studio capillare del settore dovrebbe essere pane quotidiano!

Dobbiamo riprendere a pensare in grande”, scrivevo poco tempo fa sulla newsletter di Wellness Design, in un articolo – che vi invito a leggere (a pagina 7) – in cui sottolineavo già nel titolo che “Chi si accontenta, non gode!”: è un moto perpetuo quello a cui dobbiamo puntare per fare in modo che il nostro albergo si diriga verso il futuro, non ci si può chiudere in noi stessi!
Per questo, ben vengano eventi in cui è possibile confrontarsi, aprirsi alle novità e fare cultura nell’approfondimento di nuove idee. E se ognuno facesse un passo in avanti invece di fossilizzarsi nella propria staticità, riprendendo il riferimento alla “salute” dell’hotellerie, potremmo far godere il nostro amato settore di pieno benessere!

Leggi l’articolo “Chi si accontenta, non gode!” pubblicato su Wellness Design


Approfondimenti:

Permalink link a questo articolo: http://www.hoteldesign.org/hotellerie-un-settore-in-salute-wellness-room-al-sia-guest/

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