Design Week 2025, capitolo 3 – Stavolta spunti d’oro riguardanti creatività, hôtellerie e benessere arrivano da uno degli eventi che, da solo, è valsa la passeggiata a Milano: l’incontro con Karim Rashid.
Leggi i primi due capitoli sulla Design Week 2025:
“Il vero valore della Design Week 2025”
“La rivincita dello stile classico”
Avevo già scritto di Karim Rashid, designer di fama internazionale, in occasione di un altro Salone del Mobile, affascinato dall’estro e dalla fantasia con cui affronta qualsiasi tema progettuale e da cui, nel lontano 2016, ho dato il titolo all’articolo: “La visione oltre il convenzionale”
Stavolta è andata decisamente meglio, avendo avuto l’occasione di scambiare qualche parola con lui (oltre all’immancabile autografo e foto di rito) dopo aver ascoltato un suo talk in fiera: un’ora di chiacchierata sulla creatività che vale più di un anno di università, tanto intensa e piena di contenuti di grande valore per chi, come me, è votato ad affrontare il proprio lavoro e la propria vita con tutta la creatività possibile.
Ne ricavo spunti incredibili che ho il piacere di contestualizzare nel blog a beneficio di chi vuole affrontare – in maniera unica e diversa – una fase di riqualificazione del proprio albergo, la realizzazione di una struttura ricettiva, oppure, ancora, quella di un centro benessere o di una SPA che voglia conquistare le vette del mercato.
NUOVI SPUNTI PER HOTEL E CENTRI WELLNESS
Mai come oggi hotel e centri benessere hanno davanti una straordinaria possibilità di crescita, in un un’epoca in cui il turismo non è più un lusso per pochi, ma una parte integrante del nostro stile di vita. Viaggiare è diventato semplice, accessibile e naturale.
In questo scenario, cresce in modo esponenziale anche la richiesta di esperienze autentiche, di luoghi che sappiano accogliere, emozionare e far star bene: ecco le infinite potenzialità di sviluppo del settore.
Come poterle sfruttare?
Lasciamoci ispirare da Karim Rashid che, con le sue esortazioni, illumina il percorso per permettere a tutti di approfittare delle opportunità odierne, come le luci che indicano la pista di decollo di un aereo: puntare su approccio creativo e lavorare su progetti con una forte identità e una visione chiara di come intercettare i nuovi bisogni degli ospiti (soprattutto emozionali) così da trasformarli in esperienze memorabili.
Cominciamo!
IL RAPPORTO CON LA NATURA
Il primo invito di Karim Rashid è quello di fare chiarezza (e un passo indietro) in merito al concetto di natura: diciamo tanto di ispirarci alla natura in virtù di una sempre maggiore sensibilità verso l’ecosostenibilità, e non solo. Benessere è anche ritrovare un rapporto diretto con la natura, sempre meno presente nelle nostre vite soprattutto per chi abita nelle città più grandi.
Eppure, a livello progettuale viviamo un enorme controsenso: perché lavoriamo quasi esclusivamente con spigoli vivi e forme squadrate che, in natura, non esistono?
Il design di Karim Rashid è noto per la sua fluidità. Che si tratti di un piccolissimo oggetto o di un edificio, la sua matita scorre sul foglio sempre in maniera estremamente morbida, disegnando forme organiche che, poi, prendono vita grazie ad una sapiente padronanza dei materiali e delle nuove tecnologie che si “piegano” al progetto.
NATURA E COLORE
Inoltre, in natura non esiste la monocromia! La natura ha in sé espressione di tutte le tonalità possibili e immaginabili. Eppure, le persone continuano ad avere paura del colore, soprattutto negli ambienti domestici, pur avendone un gran bisogno.
Un tema che abbiamo affrontato più volte anche in questo blog nella mia personale corsa per sensibilizzare all’utilizzo del colore come strumento progettuale per portare positività, gioia, allegria nei nostri ambienti di vita, nonché (anzi, prima di tutto) in hotel e SPA.
Colore è benessere!
Leggi anche “Il colore del benessere”
IL DESIGN E LA RESPONSABILITÀ DEL PROGETTISTA
Karim Rashid pone l’accento sul comfort, sulla sicurezza e sull’emozionalità di chi vive gli ambienti che vengono realizzati. È qui che entra in gioco la responsabilità del progettista di fornire una risposta adeguata ai bisogni delle persone.
Un design tutt’altro che di élite: proprio grazie all’avanzare della tecnologia, deve diventare sempre più accessibile alle persone e non più ad appannaggio di pochi che se lo possono permettere.
Non si tratta di fare opere d’arte ma design per tutti. E la produzione di Karim Rashid ne è l’esempio.
Riguardo l’hôtellerie, basti citare i Prizeotel, definiti – con le sue parole – “progetti di ‘Designocrasy’ inteso come design di alto livello accessibile a tutti”.
“Ho sempre desiderato progettare un hotel molto economico e ne ho avuto l’opportunità con il Prizeotel. Il concept doveva essere molto intelligente, piacevole e stimolante ma, allo stesso tempo, economico: i limiti di budget sono stati impegnativi, ma siamo riusciti a trovare soluzioni e fornitori che ci hanno permesso di mantenere alto il livello a costi contenuti.
Il progetto crea un’esperienza unica per i viaggiatori grazie ad un design che dimostra il suo valore nell’affrontare l’ambiente costruito offrendo condizioni estetiche più elevate, più legate alle persone e di qualità.
Il design non è superfluo, ma una necessità e un desiderio dell’uomo. È lo strumento che deve farci evolvere creando un miglioramento nella società, elevando la nostra vita sociale come in questo caso, ad esempio, in cui i costi contenuti offrono a tutti la possibilità di soggiornare in questo hotel e vivere la loro esperienza lontano dal quotidiano.” [Da Architonic.com]
Guarda la galleria fotografica di tutti i progetti di hotel sul sito web di Karim Rashid
DIFFERENZIARSI, SEMPRE
Una volta, per una questione di sopravvivenza, l’uomo di conformava alla massa. Oggi siamo liberi, ed abbiamo, ognuno, la possibilità di esprimere la nostra personalità. È per questo che va assolutamente premiata la diversità.
Siamo tutti esseri creativi e abbiamo il compito di vedere le cose secondo una nostra visione e uno stile del tutto personale.
Per questo, come imprenditori o operatori di settore dobbiamo pretendere dal progetto solo risultati memorabili: mai più “uno come tanti altri”.
“Avete mai provato a togliere il logo da un gruppo di prodotti di diversi brand? Vi capiterà spesso di non distinguere più un prodotto dall’altro”
Lo stesso vale per un hotel o per un centro benessere.
Quante SPA sono fatte con lo stampino dello “standard” sostenuto con la scusa di rispondere alle aspettative delle persone?
Quanti alberghi sono realizzati senza alcun valore distintivo, senza un’anima, senza un’idea che lo renda diverso agli occhi degli ospiti rispetto agli altri?
Eh, già, ancora oggi il concept viene considerato un “di più” agli occhi di molti imprenditori.
Leggi anche “Un concept (gratis)”
Frutto dei ragionamenti sopra riportati, attenzione se parliamo di “trend” come studio dei comportamenti delle persone: spesso vogliono condizionare le loro scelte in virtù della presunta previsione di come sarà l’evoluzione di un determinato settore. In realtà, è un modo che finisce per spingere a “vedere le cose tutti allo stesso modo”.
HOTEL ANONIMI? NO, GRAZIE
Basta spazi anonimi, diamo carattere agli ambienti che abbiamo il compito di creare divertenti, allegri e positivi. Quando progettiamo, abbiamo la responsabilità di fare in modo che le persone possano sentirsi bene vivendoci.
Quanto è importante questo concetto per un hotel o un centro benessere?
Leggi anche: “Eleganza o carattere?”
“Guardiamo ad esempio la lounge di un aeroporto: cosa c’è di bello in uno spazio sempre anonimo in cui, peraltro, siamo “invitati” a passare del tempo in attesa? Oppure, pensiamo agli hotel in cui sembra vietato – chissà perché – anche solo osare di proporre cose nuove perché tutti fanno così e, quindi, così si deve fare!”
Avrei ascoltato parlare Karim Rashid per un altro paio di ore – ma che dico…un paio di decenni! – perché le sue parole dimostrano un modo di guardare così avanti che sono veramente sempre di grande ispirazione.
Un’ispirazione che vuole diventare sensibilizzazione, da parte mia – ancora una volta – ad abbracciare un approccio nuovo e diverso nella progettazione di una struttura ricettiva o di un centro wellness.
È tempo di abbandonare lo “standard” per costruire qualcosa che abbia davvero un’anima…perché il futuro dell’ospitalità appartiene a chi sa guardare oltre!
Grazie, Karim: interiorizzare certi concetti è come spiccare il volo e guardare dall’alto per trovare soluzioni alle sfide progettuali da affrontare, lontano anni luce dalle banalità del “mondo comune”.



















