Hotel e Spa Design, nuove idee per ospitalità e benessere

LA RIVINCITA DELLO STILE CLASSICO

Hai un hotel in stile classico? Allora oggi, con questo articolo, potresti mettere a referto un punto a favore che, tuttavia, non è per tutti a prescindere: vediamo insieme perché.

“È possibile concepire l’hotel del futuro anche attraverso forme che richiamano quelle classiche ma rifuggendo imperativamente ogni anacronismo e qualsiasi minestra riscaldata”

Condivido di seguito le mie riflessioni più specifiche – fornendo nuovi spunti per l’hôtellerie – dopo aver già pubblicato le mie impressioni generali sulla Design Week di Milano di quest’anno e sugli eventi più interessanti della manifestazione nell’articolo “Il vero valore della Design Week 2025”
Ma stavolta entro nel merito dello stile.

La rivincita dello stile classico

Ritz-Carlton, Tianjin (Cina) – Design by Pierre-Yves Rochon

STILE CLASSICO EVERGREEN
Il settore alberghiero è super-affollato di hotel classici, soprattutto di alto livello, che rappresentano una risposta per gli ospiti per i quali questo stile è sinonimo di eleganza assoluta, contro la presunta freddezza del design contemporaneo.

Four Season George V Paris, Restaurant – Design by Pierre-Yves Rochon

Nulla di sbagliato nell’abbracciare forme più classiche finché questo non diventa copiare in maniera anacronistica uno stile ormai passato, invece di lavorare su strutture – seppure classiche – al passo con i tempi.
Ho affrontato questo argomento già in qualche articolo e vale la pena riprenderlo in mano alla luce delle proposte che ho avuto modo di apprezzare durante l’ultimo Salone del Mobile, per i motivi che sto per raccontarvi.

“Si guarda indietro perché viaggiare nel passato è più sicuro rispetto ad affrontare l’”ignoto”. E così, anche il revival del vintage viene considerato “presente”: “guardiamo nello specchietto retrovisore invece di focalizzarci su quello che abbiamo davanti, magari dietro alla prossima curva” (*cit. Oliviero Toscani)

Scrivevo così qualche anno fa nell’articolo “Il passato è passato“, che faceva eco a “Hôtellerie, tra passato e futuro”:

“Gran parte degli ospiti non riesce a pensare all’hotel del futuro e preferisce rifugiarsi nelle forme del passato, conosciute e, pertanto, già sperimentate nella loro ricerca di un ambiente dove star bene.”
Ed ecco la responsabilità del progettista: “perché limitarci a soddisfare in maniera sterile queste aspettative, invece di guidare ed educare l’ospite attraverso il concetto di “sorpresa”? […] È possibile concepire l’hotel del futuro anche attraverso forme che richiamano quelle classiche ma rifuggendo imperativamente ogni anacronismo e qualsiasi minestra riscaldata”

LA SORPRESA DI VILLA HÉRITAGE
Non ho mai nascosto la mia preferenza per il design contemporaneo: forme organiche, pulizia del linguaggio stilistico, pochi orpelli, colori, ecc. Eppure, al di là dello stile (che, come progettista, non lego mai al gusto personale ma alla tipologia del progetto), una cosa risulta ancora più importante: la coerenza!
Parlando proprio di coerenza – a sostegno di questa teoria – passeggiando tra le corsie dei padiglioni del Salone del Mobile di Milano mi sono imbattuto in Villa Héritage, l’installazione firmata da Pierre-Yves Rochon.

WOW!

Villa Héritage, Salone del Mobile 2025 – Design by Pierre-Yves Rochon – Photo by Stefano Pediconi

Per chi non lo conoscesse, Pierre-Yves Rochon è a capo di uno studio di architettura d’interni e design di fama internazionale. Lavora principalmente con lo stile classico ed è celebre, nel settore ricettivo, per progetti legati ai brand di lusso come Four Season, Ritz-Carlton, Waldorf Astoria, Shangri-La, InterContintental e tantissimi altri marchi.
Un salto nel suo evento al Salone del Mobile era doveroso. E che sorpresa: pur preceduto dalla sua reputazione, non avrei mai pensato di trovare in un ambiente classico (così tanto classico!) un allestimento così straordinario!

Villa Héritage – Design by Pierre-Yves Rochon – Photo by Stefano Pediconi

Se mi avessero parlato di simili ambienti particolarmente appesantiti per la presenza di mille oggetti, realizzati con materiali incredibilmente sfarzosi e dallo stile tendente quasi al rococò, il mio giudizio sarebbe stato inesorabilmente negativo. Invece, sono entrato e ho respirato, incredibilmente, un’atmosfera armonica come raramente si riesce a trovare!

Gli spazi sono progettati come in una villa, a partire dal salone, la biblioteca, il giardino d’inverno, il bagno, la camera, la sala da pranzo e il salone della musica: ogni ambiente è caratterizzato da un colore, usato in maniera sapiente – alias, tutt’altro che pesante, tutt’altro che banale!
Ogni elemento sembra essere concepito per stare esattamente al suo posto: tessuti, poltrone, tappeti, quadri, decorazioni, accessori, suppellettili, luci, sculture, (enormi) lampadari, arazzi, specchi. Tutto comunica “lusso” nel senso più tradizionale del termine, ma le caratteristiche più importanti che emergono sono eleganza, ricercatezza e assoluta coerenza dell’insieme.
Chapeau!

Faccio veramente fatica ad esprimere l’armonia generale soltanto con parole e immagini, soprattutto perché è difficile raccontare la sensazione provata nel vivere questi ambienti, camminare in questi spazi e goderne la bellezza, che mi porterò nella dedica che mi ha lasciato Pierre-Yves Rochon, con il quale ho avuto l’onore di scambiare qualche parola nell’occasione.
Mi sento di consigliare una passeggiata sul sito ufficiale del Salone del Mobile per apprezzare i disegni e le fotografie di tutti gli ambienti, ai seguenti link:

Disegni e preview
Raccontando  Villa Héritage, il design diventa esperienza sensoriale ed umana

NON SOLO PIERRE-YVES ROCHON
Ma non è solo l’impressione di Villa Héritage che mi ha spinto a scrivere questo articolo. Il motivo è che, proprio nel padiglione più classico del Salone del Mobile, altri allestimenti hanno presentato ai visitatori una coerenza attraverso questo stile che non trovavo da tempo.
Non più solo sterili copie di uno stile ormai passato ma interpretazione dello spirito dell’epoca – come sinonimo di intramontabile eleganza – dato da un’attenzione ai dettagli, dall’accostamento dei colori e dei materiali, da uno studio di insieme tutt’altro che ordinario.
Una coerenza che, per contrapposizione, non sono riuscito a trovare così forte nei padiglioni che hanno presentato arredamenti dal design più moderno.

Le soluzioni di arredo contemporaneo, come si può immaginare, erano molto più numerose rispetto a quelle classiche. Eppure, ho trovato un appiattimento generale, un diffuso “copia e incolla” con elementi troppo spesso uguali a loro stessi, riproposto con brand differenti che, evidentemente, non fanno della differenziazione la loro bandiera.
Non voglio far certo di tutta l’erba un fascio – sono presenti soluzioni decisamente interessanti anche di design moderno e futuristico – ma se devo individuare un tratto generale dalla mia passeggiata in fiera, ne emerge una banalità troppo diffusa data dalla mancanza di carattere di molti elementi.

Stile classico al Salone del Mobile 2025 – Photo by Stefano Pediconi

Tornando all’hôtellerie, più volte ho cercato di evidenziare la differenza tra un progetto elegante e un progetto di carattere. Ecco, se rapportassi quello che ho visto al Salone del Mobile, potrei dire che lo stile classico, in questo caso, ha dato quel carattere in più agli allestimenti che, invece, le linee più contemporanee – seppur eleganti – non sono riuscite ad infondere.

Leggi anche “Eleganza o carattere?”

IL PROGETTO DI UN HOTEL DI CARATTERE
E questa è una chiave progettuale estremamente rilevante: troppi hotel nascono senza riuscire a trasmettere agli ospiti quel qualcosa in più che susciti in loro emozioni e li inducano a vivere una vera esperienza, diversa da quella che possono vivere quotidianamente.

“Ci sono alberghi che fanno dell’eleganza il loro biglietto da visita: ambienti curati in ogni dettaglio, scelta di materiali raffinati, di soluzioni studiate per rendere tutto armonico agli occhi dell’ospite, cura dell’illuminazione e “pulizia delle forme”. Sia nelle aree comuni, sia nelle camere, tutto sembra essere al proprio posto e ad una corretta funzionalità degli spazi si somma un’immagine estremamente elegante. I colori non sono mai eccessivi e regna l’armonia, che l’ospite percepisce sin dal primo sguardo.
È esattamente ciò che l’ospite si aspetta di trovare da un hotel di qualità.
Eppure, manca qualcosa: il carattere!”

Che si tratti di progettare un hotel di stile classico o uno dal design più contemporaneo, il primo obiettivo deve essere ideare soluzioni che permettano di dare carattere ad un hotel.
E quest’anno il Salone del Mobile ci ha mostrato che anche volendo proporre ai propri ospiti forme più classiche, questo è possibile, anzi, è doveroso.
È possibile mettere al bando qualsiasi sterile anacronismo, in cui si rischia di cadere presupponendo che copiare uno stile di gran successo in tempi passati permetta di non sbagliare mai.

NOTI LA DIFFERENZA?
Un esempio per chiarire meglio questo concetto in modo più esplicito? Senza fare nomi né cognomi, guarda queste foto e nota la differenza tra un albergo che copia in maniera sterile uno stile ormai passato e uno che ne fa la sua punta di diamante. In quale preferiresti soggiornare?

IL VALORE DEL PROGETTO
L’esempio di Villa Héritage ci dimostra che è possibile infondere carattere ad un hotel anche abbracciando le esigenze stilistiche di ospiti che vengono da Paesi che cercano nelle strutture in Italia (e nel mondo) il classicismo più spinto proprio come sinonimo di estrema eleganza e lusso.

Burj Al Arab, Dubai

Hai fatto caso che gli hotel più famosi del mondo sono in stile classico? L’elenco è lunghissimo e comprende sia hotel storici (strutture del passato ancora in ottima salute), sia hotel nati recentemente ma con sapore classico. Ne cito due su tutti, super-noti: il Burj Al Arab (Le Vele) di Dubai e The 13 di Macao (Cina), l’hotel più costoso al mondo

Gli hotel più belli tra questi – così come Villa Héritage – hanno raggiunto questo risultato attraverso il valore del progetto, unico strumento per gestire tutti gli elementi in gioco in maniera armonica, che permette a tutti gli ambienti di non risultare come la semplice somma di singoli oggetti giustapposti all’interno di uno spazio.

Quindi, torniamo alla domanda iniziale: hai un hotel di stile classico? Vuoi infondere carattere ai tuoi ambienti senza rinunciare allo stile che contraddistingue da sempre la tua struttura? Si può fare, parliamone.


Approfondimenti: link agli articoli del blog sopra citati +1

Permalink link a questo articolo: https://www.hoteldesign.org/la-rivincita-dello-stile-classico/

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