Set 09

NUOVA VITA ALLA SPA

Ogni progetto è come un figlio, per il committente, che in una nuova struttura che prende vita vede realizzati i propri sogni, ma anche per il progettista che concepisce l’idea e traduce gli obiettivi del cliente in spazi, funzioni e immagine.
Ma la realizzazione di un progetto è solo l’inizio: l’inaugurazione di una nuova attività è il momento in cui il figlio, fino ad allora preso per mano, viene lasciato affinché impari a camminare da solo. Ma dove andrà con le sue gambe? Che succede dopo avergli permesso di spiccare il volo?
Il committente inizia a lavorare, in attesa di un auspicabile successo che possa ripagarlo di tutti gli sforzi fatti nella fase di “parto”.
E il progettista?

Musa Luxury SPA, Design by Studio Stefano Pediconi – Foto Andrea Carlisi

Staccarsi da un progetto dopo averlo seguito sin dal primo momento è sempre difficile perché nel lavoro sono finiti corpo e anima, sangue e sudore.
Non sempre il percorso è così lineare: il “travaglio” è spesso lungo e doloroso, fatto di confronti con il cliente, con le imprese, con gli artigiani, con i fornitori e di problematiche da risolvere che si susseguono. Ma, se tutto va bene, al completamento dell’opera tutto è dimenticato e la soddisfazione di tutti regna sovrana.
La fase di innamoramento non finisce mai, anzi, con il completamento della realizzazione si può parlare proprio di grande amore, quello che fa battere il cuore ogniqualvolta capita di varcare la soglia all’interno degli ambienti che hai fatto nascere e crescere.

Tornare in un hotel dopo mesi di cantiere, o in un centro benessere ma anche in un appartamento progettato e ben realizzato suscita in me sempre un’emozione.
Talvolta il cliente, preso possesso della sua struttura, ne fa quel che vuole, com’è suo diritto, a prescindere dall’immagine faticosamente studiata che potrebbe non essere preservata.
Altre volte, il cliente riesce ad entrare appieno nel processo di progettazione, magari inizialmente guidato da una direzione artistica in fase di avvio di attivitàprestazione professionale non convenzionale, che dovrebbe essere presa in considerazione molto più spesso – e diventa capace di prendere qualsiasi decisione in funzione del risultato studiato: questo permette, anche a distanza di tempo, di mantenere un’immagine sempre fresca e nuova. Tornare in questi posti, per me, è sempre una soddisfazione enorme.

Musa Luxury SPA, Design by Studio Stefano Pediconi – Foto Andrea Carlisi

E quando il corso dell’attività si conclude? Quando gli ambienti finiscono di assolvere alle loro funzioni? Restano vivi nella mia mente e,  attraverso le foto che ne danno perenne testimonianza, nella mia vita professionale. Ma è sempre un grande peccato!

Eppure, l’altro giorno mi è successo di vivere una situazione che ha suscitato in me sentimenti molto contrastanti.
Qualche anno fa, ho progettato e realizzato a Roma una Luxury SPA che ha avuto anche un discreto successo, vincendo anche gli Italian SPA Award nel 2012 come Best Urban SPA (secondo posto nel 2013) ed ottenendo grande riscontro.
Progetto travagliato perché, malgrado il lavoro svolto, la cliente non ha assolto ai suoi doveri economici e il sistema di giustizia italiano (inutile) non è stato capace di far valere i miei diritti, pur riconosciuti a livello giudiziario. Una spiacevole situazione che ha compromesso l’attività (poi trasferita già nel 2014) ma senza minare, però, la qualità, l’eleganza e la bellezza degli ambienti del centro wellness.

A distanza di quattro anni, è subentrata una nuova società, che ha preso possesso di un’ambiente pressoché inalterato.
Che sensazione strana nel visitare la nuova realtà: mi sono trovato catapultato in un mondo a me ben noto, che ha preso vita, a suo tempo, da studi approfonditi su ambienti strutturalmente difficili da sistemare per un centro benessere, da cui sono nate la distribuzione, l’immagine, le finiture, la funzionalità, ecc.
Mi sembrava di essere arrivato con una macchina del tempo; il “mio” ingresso, il “mio” bancone, disegnato ad hoc e realizzato con il supporto di artigiani come pezzo unico, la fluidità dello spazio, le luci e i colori, la divisione degli ambienti…
Che sensazione strana! Da una parte, la gioia di veder rinascere la struttura a nuova vita. Dall’altra, lo sgomento di vedere la tua creatura nelle mani di “genitori adottivi”, un figlio che non ti riconosce, pur essendo frutto delle tue idee e delle tue fatiche.

La nuova SPA

Oggi il nuovo centro benessere presenta un ambiente con peculiarità legate all’antica Roma. Caratteristiche completamente diverse dal concept studiato che, rivolgendosi ad un pubblico di persone che Roma la vivono ogni giorno, prediligeva l’evasione verso mondi esotici e lontani.

Il resto è uguale: in bocca al lupo alla nuova attività.


Leggi anche: “Musa Luxury SPA” nella nuova sezione del blog “Progetti

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