“Siate stupidi”: non avrei mai pensato che questo invito potesse rappresentare uno dei più geniali consigli per affrontare con successo il mercato turistico-ricettivo o del benessere. Ma non solo: uno dei più importanti per sviluppare un progetto, ma anche per interpretare la vita stessa!
Hotel, resort, affittacamere, B&b, strutture open air…chi si affanna a cercare la chiave di lettura per vincere sul mercato o per fronteggiare una fase di riqualificazione dell’attività ricettiva o della struttura, forse non è nel singolo elemento innovativo che può trovare la soluzione, ma nel cambio di prospettiva. Vediamolo insieme.
“Se cambi il tuo modo di guardare le cose,
le cose che guardi cambiano”
Wayne Dyer
Ero pronto a pubblicare un articolo su come affrontare al meglio un cantiere. È in stand bye, sarà il prossimo: un pezzo che cerca di rendere più chiara – a beneficio di tutti – una delle fasi più delicate che in hotel o nelle SPA rappresenta sempre un problema.
Tuttavia, ho trovato l’occasione di approfondire un aspetto largamente sottovalutato da tutti che, invece, è ancora più importante: come acquisire un nuovo punto di vista che possa radicalmente cambiare la vita di una struttura.
Lo spunto per questo articolo è stato un incontro con l’architetto e designer Piero Lissoni che è intervenuto in occasione di un ciclo di appuntamenti sulla creatività organizzati all’auditorium di Roma: “Lezioni di creatività contemporanea”, per l’appunto. Lissoni non ha assolutamente tradito le aspettative.
ANDIAMO AL SODO
Bellissimi progetti, una carriera lunga e interessante che tocca mille ambiti artistici, dalla grafica al design, dal packaging all’architettura. Una serie di progetti vincenti che partono da un’idea per prendere vita e trasformarsi in oggetti che tutti abbiamo in casa o ambienti in cui vivere.
Una chiacchierata tutt’altro che autocelebrativa, che ha toccato molteplici punti cardine che Piero Lissoni e il suo studio pongono al centro di ogni progetto.
Ma cos’è che mi ha fatto saltare sulla sedia? Cos’è che mi piacerebbe proporre a tutti? Quale punto di vista vale la pena approfondire?
Ecco che entra in gioco la stupidità, a dirla con le parole di Lissoni che le ha dedicato addirittura una parte della sua presentazione.
L’ha chiamata “stupidità” ma è una cosa di cui abbiamo parlato tante volte preferendo usare termini diversi: leggere tra le righe, pensare fuori dagli schemi, immaginare qualcosa di veramente folle da essere geniale…
…guardare oltre il foglio!
Conosci gli stereogrammi? Sono quei disegni fatti tutti a puntini che, se messi bene a fuoco, ti lasciano vedere un disegno tridimensionale: immagini piane bidimensionali fatte per fornire un’illusione di profondità.
Ecco cosa dobbiamo fare per trovare nuove soluzioni:
guardare oltre il foglio, bucarlo, mettere a fuoco più lontano per riuscire
a vedere “oltre ciò che sembra, oltre a quello che ci si possa immaginare
anche se, al momento, ci sembra non possa esistere altra soluzione se non quella ovvia” (*cit)
È questa la traduzione del concetto di “stupidità” presentato da Lissoni: i suoi progetti nascono sempre cercando di rivoltare i paradigmi tradizionali, vedendo le cose da una prospettiva completamente diversa dal solito.
La grande intuizione nasce ponendosi in maniera differente di fronte ad un progetto e guardando le cose sfiorando l’assurdo, arrivando a soluzioni talmente sorprendenti che ci vuole l’occhio di uno stupido per pensarle…
…o di un genio!
In verità, mi è facile immaginare una scenetta, con Leonardo da Vinci che presenta alcune delle sue invenzioni: vuoi che la gente non abbia pensato: “Ma questo è stupido a pensare certe cose irrealizzabili?”
Eppure…
Lissoni ci ha fatto qualche interessante esempio di come ha preso vita qualche oggetto che noi vediamo come pezzo di incredibile design, che nasce sempre da un’immaginazione che va oltre quella dei comuni mortali.
“E se facessimo…”: parte da questo la sollecitazione dell’architetto agli ingegneri che sono quasi sfidati a tenere in piedi oggetti incredibilmente leggeri oppure strutture apparentemente del tutto labili.
Oppure la sfida è per le aziende, a sfruttare le enormi potenzialità delle nuove tecnologie oltre i limiti conosciuti, fuori dalla loro zona di comfort.
O, ancora, la sfida è per una committenza così folle (mi pareva brutto scrivere “stupida”) da abbracciare certe idee tanto da riuscire a renderle reali: è il modo per ritrovarsi tra le mani, grazie a questo coraggio, prodotti innovativi che spaccano sul mercato, che siano oggetti di design o edifici.
AFFRONTARE IL MERCATO CON STUPIDITÀ?
Torniamo a noi, ed evidenziamo il valore di ciò che Lissoni ha presentato durante l’incontro.
Perché questa follia è così importante?
Nel settore è in atto una guerra a colpi di gomitate. Immaginiamoci la scena: vedo una piccola folla di persone – che rappresentano gli hotel – che si spintonano pur di mettersi in prima linea ed essere notati da qualcuno che, di fronte a loro, sceglie uno piuttosto che un altro.
Ogni tanto scatta una piccola rissa perché qualcuno ha calpestato il piede di qualcun altro, che si è risentito.
Ogni tanto, qualcuno riesce a restare davanti malgrado la confusione, altri soccombono, vengono spinti nelle retrovie o addirittura calpestati.
Poi arriva un tipo, in giacca elegante, che passa a lato della folla superandola con passo deciso e sicuro, senza fare una piega. E tutti all’unisono lo apostrofano: “Ehi tu, c’è una fila, ma sei stupido?”
Sìììì, la risposta è sì: è colui che è stato abbastanza stupido e folle da essere riuscito a vedere le cose in maniera diversa da tutti gli altri!
È colui che ha preso il problema da un punto di vista differente. È l’hotel che non si è dannato, ad esempio, sulle tariffe, facendo un euro in più di sconto degli altri pur di emergere, o che non ha nascosto la polvere sotto il tappeto pur di far vedere al potenziale ospite un ambiente nuovo anche se di rinnovato non esiste nulla.
“E se facessimo…” è l’incipit dei pensieri che portano una struttura ricettiva o una SPA su un altro livello, in un altro mercato, come leggeremmo sul noto libro di strategia aziendale “Strategia Oceano Blu”. “Vincere senza competere: creare e catturare spazi di mercato inesplorati sbloccando una nuova domanda e generando una crescita profittevole”
Un oceano blu diverso da quello rosso in cui, come dicono gli autori, i confini sono ben definiti: “in un mondo in cui le aziende tentano di superare le performance dei competitor per rosicchiare una quota sempre maggiore della domanda disponibile, più lo spazio di mercato si affolla, più le prospettive di profitto e di crescita si riducono facendo in modo che la concorrenza all’ultimo sangue tinga l’oceano di rosso”
DIAMO CONCRETEZZA ALLE “IDEE STUPIDE”
Ecco l’alternativa: “E se facessimo…”
Pensare diversamente, ragionare fuori dagli schemi, mettere sul tavolo quel pizzico di follia così “stupida” da creare valori unici, differenti da tutto il resto.
La professionalità di Lissoni garantisce sostanza alle idee folli: e io mi accodo a lui con l’invito a non formulare idee campate in aria ma a dargli assoluta concretezza.
È l’obiettivo che mi pongo ogni giorno per aiutare gli imprenditori e gli operatori del settore a creare ambienti e servizi innovativi, progettati per migliorare l’esperienza e il benessere dei loro ospiti.
COME?
Difficile spiegarlo a parole, ogni lavoro è a sé e ha delle specificità ben precise su cui operare. Posso solo portare esempio di cosa intendo per “dare concretezza alle idee” elencando i frutti del lavoro specializzato svolto in 20 anni di attività:
- la prima camera veramente inclusiva realizzata in hotel in Italia (realizzazione in corso)
- il primo Boutique Motel d’Italia (realizzazione in corso)
- il primo Wellness Resort (2006, anche se realizzato in parte)
- il primo centro benessere antiaging a servizio di una farmacia (2010)
- il primo centro benessere trasportabile (2008)
- “Excellence Award in Hotel & SPA Design – Italy 2023”
- “Most Innovative Hotel Design Studio – Italy 2024”
- “Best Hotel Architecture & Hotel Design Specialists – Italian Business Award 2024”
Ringrazio Piero Lissoni per aver alimentato il fuoco creativo che mi arde dentro. In molti provano a spegnerlo ma, ogni tanto, qualcuno gli infonde tanta di quella energia che la potrei riversare in mille progetti.
Un Piero Lissoni conosciuto per la prima volta 20 anni, durante un corso in Hotel Design in cui ha tenuto il workshop e che mi ha talmente illuminato da aver fondato il mio studio al ritorno da quell’esperienza.
Ma questa è un’altra storia, che potete leggere nell’articolo riportato qui sotto e su un’intervista esclusiva che uscirà a breve su Wellness Design.
E come sempre…stay tuned!
Leggi anche “Designer di idee, 20 anni e non sentirli”
“Certo, una parte dei tuoi obiettivi devono essere al 100% realistici.
Se non hai obiettivi di questo tipo, significa che vivi sulle nuvole, faticherai a raggiungere progressi concreti e verrà meno la motivazione ad andare avanti.
Tuttavia, una piccola parte delle tue mete devono essere folli ed incredibili.
I grandi sogni energizzano, spingono a pensare fuori dagli schemi e a capire come rendere possibile ciò che sembra non esserlo.
Gli obiettivi realistici ci aiutano a progredire.
Ma per innovare serve un pensiero irrazionale, controintuitivo, libero dalla logica e dal senso di realtà.
Perché nella vita abbiamo bisogno di giorno e notte, di riposo e allenamento, di programmi e improvvisazione, di realismo e follia: dall’ordine nasce il progresso, dal caos l’innovazione.
Segui obiettivi realistici, coltiva sogni folli“
Luca Mazzucchelli


















