LE CONTRADDIZIONI DEL BENESSERE

Non ho mai negato che l’hôtellerie sia la mia prima, vera passione e quanto voglia sempre confrontarmi con nuove soluzioni, fare ricerca e pensare ad un futuro che rappresenti sempre un’evoluzione positiva del settore.

Centro Dolaondes, Canazei

Questo non vuol dire che non ami più parlare di benessere, che riempie l’altra parte del mio cuore come settore pulsante di vita, fucina di nuovi scenari e terreno più che fertile per sviluppare nuove idee.
Gli stessi incontri organizzati da Wellness Design sulla progettazione delle SPA e dei centri wellness, iniziati nel mese di marzo, sono occasione e spunto per dialogare sul benessere e chi ha partecipato finora penso si sia sentito pienamente trascinato nel mio mondo. E abbiamo vissuto con coinvolgimento le giornate di lavoro, forse addirittura in maniera insolita per un corso di formazione.

Per me, sono state occasioni per liberare la mente da tante amare considerazioni su un settore che, malgrado ciò che appare (il benessere sembra la panacea di tutti i mali della vita odierna…), vive di profonde contraddizioni e gravi problemi che definirei strutturali. Com’è che si dice? Non è tutto oro ciò che luccica!

Malucri Resort SPA, S. Marco in Lamis

La realtà delle cose mi fa soffrire profondamente, oltre a farmi vivere la giornata di lavoro con uno stress al di sopra della normalità.
Non cambierò l’abitudine di guardare il bicchiere mezzo pieno neanche in questa occasione ma ritengo che sia necessario, per il bene del settore, evidenziare una serie di problematiche, perché non è certo facendo finta di nulla che si risolvono le situazioni, anzi!
Avevo già accennato in un precedente post ad alcune difficoltà che sto riscontrando in fase di cantiere a causa di un’imbarazzante impreparazione generalizzata da parte di  quelli che dovrebbero essere gli addetti ai lavori.

Leggi “La SPA in cantiere

Villa Ravenna SPA, Sannicola

Sono arrivato innanzitutto a pormi una domanda che viene ancora prima di tutto: qualcuno legge i progetti in cantiere?
È ovvio che la domanda sia retorica e che ci siano imprese e artigiani di livello eccellente sparsi in tutta Italia. Eppure, c’è anche una diffusa presunzione di chi, invece, non ha mai visto una SPA e pretende di riportare tutte le lavorazioni specifiche alla propria “esperienza di cantiere di lunga data.
Ritengo sia veramente preoccupante che vi siano aziende, consulenti, operatori e professionisti che si siano lanciati nel benessere senza esperienza e che, con un’ottima azione di marketing, arrivano ai clienti presentandosi come soluzione a tutti i suoi problemi.
E che danni, poi!

Aspetti specifici legati alla distribuzione dello spazio, al sistema di scarico delle acque, agli impianti di aerazione o deumidificazione, ai materiali utilizzati, ecc.: sono temi sui quali il progetto di un centro benessere entra in merito affrontandoli secondo esigenze che sono del tutto diverse da quelle di altre tipologie di intervento. Sbagliarne la realizzazione per l’arroganza di sapere già tutto rischia di portare addirittura all’insuccesso dell’attività in  fase di esercizio.

La Vigna SPA, Paderno del Grappa – Design by Studio Stefano Pediconi

Questa impreparazione arriva fino a sindacare sul progetto, quando si tratta di qualcosa di diverso dallo standard a cui molti sono abituati.
Se avessi progettato io la SPA non avrei fatto determinate scelte, che lo hanno reso troppo personalizzato”: ci credereste che qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere questo ad una mia cliente? Un “collega”, responsabile di una delle aziende incrociate durante la fase di realizzazione di un centro wellness…
D’altronde c’è poco da andare lontani: spesso le imprese fanno il bello e il cattivo tempo in cantiere facendo perno sull’impreparazione tecnica dei progettisti che, anche loro, spesso non hanno mai visto una SPA! Perché stupirci, quindi, quando si verificano certe situazioni?

La SPA del Casale del Principe, Monreale – Design by Studio Alberto Apostoli

Il tema della realizzazione di un centro benessere è molto delicato e non può essere sviscerato in un solo post. Sarebbe già un buon risultato se riuscissi a far suonare un campanello d’allarme, evidenziato l’importanza di non dare mai per scontato il passaggio dalla teoria di un buon progetto alla pratica del cantiere.
E cominciamo con il mettere al bando l’improvvisazione e la superficialità, nella speranza di una sempre maggiore diffusione di cultura e competenza, di cui il settore ha tanto bisogno. Solo così sarà possibile riprendere le redini di un settore così affascinante e ancora colmo di straordinarie opportunità di sviluppo…prima che sia troppo tardi!

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