BOUTIQUE CONCEPT

Stavolta il titolo è un po’ ermetico, ma non ci sono giri di parole per rendere questa nuova idea, che diventerà (…ma dovrebbe già essere) un imperativo per qualsiasi progetto in ambito alberghiero.
Partiamo innanzitutto dal concetto di Boutique Hotel che, ricondotto ad una definizione, individua un gruppo di strutture ricettive “caratterizzate dalla loro atmosfera caratteristica ed intima, che si distinguono per l’offerta di attenzioni personalizzate e sistemazioni in stile che ruotano intorno ad un motivo”.

Gramercy Park Hotel – Ian Schrager

Non scopriamo nulla di nuovo, visto che la diffusione dei Boutique Hotel è partita già negli anni ’80 in America, introdotti da Ian Schrager, imprenditore illuminato (fondatore del mitico Studio 54) che ha l’intuizione di offrire alla clientela un servizio personalizzato e di qualità ma a costi accessibili. Da questo, nasce una nuova idea di gestione alberghiera, leggera, votata alle piccole strutture con la prerogativa di avere camere diverse l’una dall’altra, ognuna customizzata con elementi di design ed arredi ricercati.

Leggi anche “Boutique Hotel, Ian Schrager parla delle ultime tendenze” – Intervista a cura di Hospitality News

Only you Boutique Hotel – Madrid

Ma non è dei Boutique Hotel che voglio parlare, aggiungendomi a tutti quelli che hanno stilato liste di tratti comuni di queste strutture che, come tutti gli elenchi fini a sé stessi, lasciano il tempo che trovano.
Vorrei, invece, sottolineare quanto il riferimento ai “Boutique Hotels” oggi stia dilagando, anche se la maggior parte delle volte completamente a sproposito, tant’è che gran parte degli alberghi che si fregiano di questo appellativo, non hanno le caratteristiche per rientrare in questa famiglia.

Perché?

Non è solo una questione di design, né di ricercatezza dell’ambiente.
Ciò che si vuole sottolineare con questo appellativo, oggi, è l’importanza della personalizzazione, che si impone nell’hôtellerie in maniera così rilevante che, partendo da quanto ho scritto sopra, mi sembra interessante dedicarle una nuova definizione, quella di “Boutique Concept”.

La novità dell’idea è che pur partendo dal mondo dei Boutique Hotel, a cui si riferisce, individua un approccio valido ed essenziale per tutte le tipologie di albergo (ecco perché parlo di “concept”), comprese le catene alberghiere o quelle strutture con tante camere che è impensabile realizzarne una differente dall’altra.

Hotel Thérese Boutique Hotel – Paris

Il “Boutique Concept” è un modo di pensare l’hotel, è l’atteggiamento con cui mettersi di fronte all’albergo guardandolo con occhi diversi dal solito: l’obiettivo è infondere alla struttura caratteristiche tali da permettere all’ospite di percepirlo nella sua unicità come un prodotto a lui specificatamente dedicato.
Non in senso generico, attenzione, ma proprio nello specifico:  la mia camera è diversa dalla tua; la mia esperienza di soggiorno è diversa dalla tua o dalla loro; l’hotel si adatta alle mie specifiche esigenze, non a quelle generiche dei viaggiatori del 2019, dei Millennials o dei gruppi di turisti globali…e possiamo continuare di questo passo.

E come è possibile questo?
Non entro nel merito della personalizzazione del servizio, dall’importanza innegabile ma, forse, più semplice da capire rispetto a come gestire quella degli ambienti, soprattutto le camere.
Impossibile pensare alla customizzazione di un hotel con tante camere…e chi lo dice?
Nella progettazione per tipologia di camere (che è quella che si sviluppa nella realizzazione di un hotel con ambienti ripetuti), forti dell’atteggiamento “Boutique-oriented” è possibile porre l’attenzione su alcuni elementi specifici.
Sebbene di metratura e conformazione identiche, due camere possono essere rese diverse tra loro lavorando, ad esempio, su ciò che non influisce sulla distribuzione (che rende due camere della stessa tipologia) o sulla produzione in serie (come quella degli arredi che, se personalizzati camera per camera, potrebbero rappresentare un onere progettuale ed economico rilevante).

Boutique Hotel Central Park – New York

Che ne dite del colore? Lo so, in questo periodo insisto molto sul colore perché rappresenta uno strumento d’oro per poter raggiungere tutti gli obiettivi che oggi la progettazione alberghiera possa porsi.
Realizzare gruppi di camere con colori differenti non porta altri oneri che pensare agli accostamenti delle varie tonalità all’interno della camera affinché tutto mantenga la sua coerenza.
Vogliamo parlare di immagini?
Quanto è tornata di moda la carta da parati, in un epoca fortemente caratterizzata dal potere delle immagini? E utilizzare immagini diverse per le varie camere quale onere porta se non dover coordinare la posa e scegliere i differenti soggetti?

Surf Lodge – Montauk NY

Sono i due esempi più semplici, ma possiamo arrivare a pensare a tante altre cose non immediatamente riconducibili a questi aspetti.
Esistono tanti nuovi strumenti tecnologici che ci vengono incontro nella produzione di tutto ciò che entra in un ambiente. Ad esempio, mai sentito parlare di macchine a controllo numerico che, inserito il disegno, ti tagliano o incidono un pannello di legno esattamente come richiesto oppure quelle che ti disegnano la trama di un tessuto secondo uno specifico motivo?
Per questi strumenti, realizzare due elementi uguali o diversi tra loro non comporta altro che una corretta programmazione.

Vi prego di passarmi la semplificazione che ho fatto dei concetti sopra riportati. Il mio intento non è certo banalizzare certi processi, facendo sembrare tutto particolarmente facile, quanto evidenziare l’importanza di un approccio nuovo che può portare a risultati inaspettati così importanti da poter condizionare il posizionamento di un hotel sul mercato e i risultati dell’attività derivanti da questo.

Scopriamo qualcosa di nuovo nella valorizzazione della personalizzazione? In sostanza no, anche se tutto ciò che non è ancora stato assimilato nell’hôtellerie – sebbene già teorizzato – continua a risultare nuovo. Tuttavia, allarghiamo il concetto specifico, aprendoci a nuovi orizzonti, a nuove visioni, facendo nostro un nuovo modo di pensare, con una mentalità vincente con cui affrontare le sfide del settore alberghiero.

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