Ott 18

HOTEL DESIGN: COME TUTTO È INIZIATO

Questo è un periodo denso di appuntamenti che mi ha portato dal Cersaie, salone della ceramica e dell’arredo bagno, al Sia Guest, immancabile appuntamento per il mondo alberghiero; da incontri come Hotel Reloaded, organizzato da Confindustria alberghi, ad Architect@Work organizzato per presentare soluzioni e materiali innovativi.
Mentre rielaboro il gran numero di sollecitazioni ricevute da tutte le parti, approfitto di questo post per rispondere ad una domanda che, ultimamente, mi è giunta da più parti: architetto, perché la specializzazione in progettazione alberghiera e di centri benessere?
Eh, già, da dov’è iniziata la mia storia?

Chi segue i miei incontri già sa che esordisco sempre definendomi “un albergatore mancato”: ho sempre amato il mondo alberghiero e lavorare in hotel è stato sempre uno dei miei sogni. Non è detto che prima o poi non molli la progettazione per un posto in hotel, ma per il momento sono riuscito ad unire le due passioni, arrivando a lavorare come Hotel Stylist non in un solo albergo, ma in tante strutture ricettive.
Ancora non laureato, andavo già in hotel a fare rilievi per conto di una società di servizi che, poi, studiava sui miei disegni impianti o piani di sicurezza.
Ho cominciato così ad entrare in tutti quegli anfratti dell’hotel mai frequentati dagli ospiti, come gli ambienti di servizio, ma spesso neanche dai dipendenti dell’hotel (cantine, soffitte, ecc.). Cosa chiedere di più quando, appena diventato architetto, mi hanno proposto di entrare in uno studio in cui si progettavano i villaggi turistici, tipologia di cui tuttora sono particolarmente innamorato?

Leggi anche “Villaggio turistico, che passione”

Il primo lavoro a cui ho collaborato è stato un coloratissimo villaggio Valtur a Playa del Carmen, in Messico, un’esperienza veramente indimenticabile, anche se non si è arrivati alla realizzazione per problemi indipendenti dal progetto.

Hotel Paradisus, Playa del Carmen

E ancora: Sicilia, Calabria, Sardegna, qualche struttura all’estero e anche una struttura a Roma.
Pur arrivando a gestire lavori molto interessanti, dopo 5 anni di esperienza non mi sono accontentato, tanto era forte il desiderio di buttarmi nella mischia in prima persona.
È stato proprio in quel momento che la mia vita professionale è stata fortemente condizionata da un episodio che mi ha folgorato come San Paolo sulla via di Damasco.
Era il 2002 e a Genova andava in onda Tecnhotel, la prima fiera specializzata a cui ho deciso di partecipare per andare a studiare quel mondo alberghiero che tanto mi attirava. Cosa aspettarsi dall’appuntamento?
Un viaggio allo sbaraglio per capire come alimentare la mia sete di conoscenza del settore.
Tra parentesi, è stata l’occasione in cui ho conosciuto Andrea Zanini Vallin, editore di Wellness Design con il quale, al di là di una cara amicizia, da 16 anni condivido piacevoli e fruttuose collaborazioni tra cui l’evento Biophilic Retreat organizzato all’ultimo Sia Guest di Rimini.

Laguna Palace Hotel, Mestre

Durante la manifestazione, la folgorazione è arrivata senza preavviso, seguendo piani che il destino non si degna di svelare.
Cercavo un convegno sulla bioarchitettura, argomento tutt’ora attuale che avrei avuto piacere di approfondire anche in quell’occasione se non fosse che ho sbagliato sala in cui entrare: mi sono ritrovato al buio di un incontro appena iniziato in cui una persona stava presentando alcuni progetti.
Erano i progetti del suo studio di architettura, raccontati a partire dal concept poi trasformato in spazi, funzioni e immagine.

Hotel Excelsior Gallia – Design by Studio Marco Piva

La cosa più interessante era la valanga di idee che fotografavano il settore di cui ero innamorato, punti di vista di un architetto che conosceva a fondo le dinamiche specifiche profonde dell’hôtellerie, che poi arrivava a tradurre, attraverso una progettazione mirata, in strutture emozionali in cui ogni ospite sogna di soggiornare.
In quel momento di fronte ai miei occhi si è spalancata una porta, dietro la quale ho intravisto la mia strada: raggiungere il mondo alberghiero era possibile, con progetti di qualità e con una buona architettura.
Ho intravisto le potenzialità di un lavoro che poteva permettermi di sviluppare nuove idee, consentendo non solo di seguire i trend già tracciati, ma di segnare personalmente la strada e di contribuire a costruire il futuro dell’hôtellerie.
Ho già avuto modo di ringraziare l’architetto Marco Piva, uno dei professionisti più rinomati nel settore, per aver condizionato la mia professione incanalando la mia passione per l’hotel e per l’architettura verso un lavoro che mi ha portato fino a qui.
Certo, non mi era ben chiaro che la strada intravista fosse così ripida ma la passione non è mai venuta meno, e così ho perseverato in un percorso successivamente influenzato dall’interazione e dall’incontro con tanti altri professionisti, dai quali ho cercato sempre di imparare di tutto e di più.
Chissà, un giorno scoprirò se era la strada giusta?
Lo Studio Stefano Pediconi nasce ufficialmente nel 2004, anno in cui ho razionalizzato la mia attività, partita con il nome “Progettazione Strutture Turistiche” e in cui ha preso vita il primo progetto di ricerca, la Wellness Room che, a distanza di anni, è ancora di un’attualità sconcertante.

Leggi anche: The Wellness Room

E il benessere? La specializzazione in progettazione di centri wellness è nata come una naturale appendice di quella per gli hotel, visto che già da anni è impensabile pensare all’albergo senza parlare di SPA.
Ma, per non annoiarvi con una mia biografia professionale, questa è la storia per un altro post…

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