Hotel e Spa Design, nuove idee per ospitalità e benessere

UNA VERA CAMERA INCLUSIVA

Ripartiamo “col botto” presentando (finalmente) il progetto della prima vera camera inclusiva realizzata in un hotel in Italia. Di seguito l’articolo pubblicato su Wellness Design nel quale sono approfondite tutte le tematiche che portano la camera ad essere accessibile per tutti coloro che hanno difficoltà motorie e sensoriali.
L’auspicio è che sia solo un esempio che porti presto a tante altre realizzazioni che possano fare dell’hôtellerie italiana un’eccellenza anche in questo ambito.

Articolo pubblicato su Wellness Design n.04/2025
Un puzzle rappresenta perfettamente la logica di un progetto complesso: un insieme di elementi distinti, ognuno indispensabile per completare l’immagine d’insieme. Il disegno complessivo prende forma solo nella connessione tra tutti i pezzi che, presi singolarmente, non rappresentano nulla di rilevante.
Da questa semplice filosofia è nato il progetto della prima vera camera inclusiva mai realizzata in Italia: un insieme di valori che, nella loro combinazione, rendono (finalmente) una stanza di hotel veramente accessibile a tutti.

INCLUSIVITÀ
Tutti parlano di inclusività, in tutti i campi, in tutti i settori. Significa progettare spazi, servizi ed esperienze fruibili da tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità fisiche, sensoriali o cognitive, dal genere, dall’età, ecc.
Nello specifico, in ambito alberghiero si traduce nella creazione di ambienti che consentano a chiunque di sentirsi a proprio agio e di vivere la loro esperienza in hotel senza alcuna barriera, con attenzione a comfort, sicurezza, autonomia e – da sottolineare – dignità.

Nell’ottica di progettare alberghi sempre più al passo con i tempi, prendere in considerazione l’inclusività ci è sembrato basilare. Tuttavia, la ricerca effettuata ad ampio spettro sul settore ricettivo in Italia ci ha lasciati sgomenti: nessuno ha mai sviluppato questa tematica in maniera completa.

Camera inclusiva al Garnì Roberta

La normativa obbliga gli hotel a rispettare alcuni requisiti che rendano accessibile qualsiasi struttura solo riguardo alla disabilità motoria. Per tutte le altre problematiche che possono portare a disabilità di tipo cognitivo (intesa come difficoltà nella comunicazione o nell’autonomia quotidiana), la nostra ricerca ha segnalato, al massimo, l’attenzione di alcune società alberghiere ad alcuni aspetti specifici, sviluppati in affiancamento a qualche associazione ma sempre in modo parziale.

Solo a livello internazionale alcune catene spingono la loro attenzione oltre a quella per gli ospiti con disabilità motoria, soprattutto a garanzia della sicurezza degli ospiti con problemi di vista e di udito. Pur se non è ancora possibile parlare di vera inclusività, la direzione sembra quella giusta e il momento  propizio a sviluppare una sensibilità progettuale nuova nei confronti di questi temi.
Perché non partire subito? Era il momento di fare qualcosa di concreto.

IL GARNÌ ROBERTA
È così che abbiamo composto il nostro puzzle dando vita alla prima camera inclusiva che abbiamo realizzato nel Garnì Roberta, in Veneto, ai piedi della Marmolada: un insieme di attenzioni progettuali che rendono la camera non solo accessibile alle persone con problemi motori, ma anche agli ipovedenti, agli ipoudenti, ai daltonici, agli autistici, agli anziani e alle famiglie con bambini piccoli, che spesso hanno difficoltà a trovare servizi adatti a loro.

Con una superficie di poco superiore ai 14 mq, abbiamo dimostrato che anche una camera di dimensioni standard, se ben concepita, può essere veramente inclusiva.
Il tutto in linea con il design della struttura, per la quale abbiamo seguito la progettazione nel corso degli anni, con la riqualificazione di tutte le camere e la realizzazione del centro benessere.
Un’opportunità che ha portato enormi benefici anche dal punto di vista imprenditoriale, permettendo di trasformare la camera che era meno ambita dagli ospiti in un grande punto di forza.

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IL PROGETTO
Tutto concorre alla realizzazione della camera inclusiva, dalla distribuzione dello spazio alla scelta dei colori, dall’uso dei materiali alla selezione delle finiture, con l’obiettivo di creare un ambiente fresco e accogliente che, allo stesso tempo, sia privo di sovraccarichi sensoriali: uno spazio tranquillo dove anche le persone con difficoltà cognitive possano ricreare il loro “luogo sicuro”.

Negli anni scorsi, la riqualificazione del Garnì Roberta ci aveva già portato a progettare due camere accessibili perfettamente in linea con il design e la funzionalità di tutta la struttura. Non certo il “solito bagno handicappati”, che speriamo trovi sempre meno spazio nella progettazione alberghiera e non solo.
Dunque, per noi non è stata una novità porre particolare attenzione agli spazi di deambulazione con sedia a ruote, alle dotazioni nei bagni, ai servizi per rendere la camera fruibile a chi non può stare in piedi, come, ad esempio, l’utilizzo di una semplice barra appendiabiti saliscendi all’interno dell’armadio.

Alcuni semplici accorgimenti – come le barre di sostegno amovibili oppure l’asta della doccia con funzione di sostegno – rendono gli ausili invisibili dal momento in cui non sono necessari. L’attenzione alla scelta dei sanitari e del giusto lavabo, di buon design e funzionale – non troppo alto e con la possibilità di infilarsi sotto la mensola con la sedia a ruote, grazie anche all’installazione di un sifone salvaspazio – permette di rendere l’immagine del bagno elegante e raffinata, in cui ogni dettaglio è curato al pari degli altri spazi dell’hotel.

Più interessanti si sono rivelate le ricerche per rendere la camera accessibile alle persone con problemi di cecità o di sordità. Le soluzioni sembrano banali e, per questo, è ancora più lecita la domanda: perché nessuno ci pensa?

Per favorire l’orientamento delle persone con disabilità visiva, innanzitutto abbiamo posizionato all’ingresso una mappa tattile con indicazione di come è fatta la camera, delle dotazioni presenti, del posizionamento di tutti gli arredi, di porte, finestre, allarmi, ecc.; in aggiunta, abbiamo previsto un blind tag digitale, una specie di QR code che l’ospite ipovedente può utilizzare inquadrandolo con il proprio smartphone così da attivare una descrizione vocale con le informazioni sull’ambiente circostante e sui servizi previsti.

Per gli ospiti non udenti abbiamo previsto la dotazione di un tablet per fare videochiamate con il personale della struttura, con un apposito programma che può trasformare le parole pronunciate dall’operatore in testo scritto, così da essere comprensibile a chi non può udire il discorso.
È presente anche un allarme visivo, in modo da segnalare qualsiasi eventuale pericolo anche alle persone con problemi a sentire allarmi sonori.

Più articolato è stato sviluppare soluzioni per persone autistiche e con difficoltà cognitive, per le quali ci sono venute in aiuto alcune associazioni che si occupano di questi problemi.
L’obiettivo è stato quello di evitare sovraccarichi sensoriali, per quanto possibile. Abbiamo iniziato con la semplice scelta di un’illuminazione dimmerabile, così da poter creare all’occorrenza un ambiente a luce soffusa, e della biancheria bianca per il letto, comunque un imperativo nella progettazione di una camera di hotel.
L’utilizzo della comunicazione aumentativa alternativa (CAA) è stata la soluzione per permettere a queste persone di dialogare più facilmente attraverso simboli, immagini e dispositivi digitali che aiutano l’interazione.

Un’altra sfida è stata lavorare sul design della camera per il quale non abbiamo voluto e dovuto rinunciare alla creazione di un’immagine in armonia con il resto della struttura. Elemento caratterizzante è la carta da parati per la quale, proprio per andare incontro alle esigenze delle persone autistiche, abbiamo ideato e disegnato apposta un soggetto dalle forme semplici e non disturbanti, semplificandolo e preferendo ad un’immagine fotografica una più stilizzata, quasi uno stile naif, che riprende comunque il tema della montagna che contraddistingue l’intera struttura.

A proposito della carta da parati, anche i colori sono stati scelti in maniera consapevole, per andare incontro alle esigenze delle persone daltoniche, che potrebbero avere problemi nel percepire l’immagine proposta. La scelta è ricaduta sull’utilizzo di un unico colore (in questo caso il blu) espresso in varie tonalità, criterio preferibile all’utilizzo di più colori per una migliore percezione. Parallelamente, è stato studiato un buon contrasto di fondo, per permetterne una migliore visibilità

Per favorire un ambiente tranquillo, nel Garnì Roberta abbiamo avuto la possibilità di rendere inclusiva una camera separata dal corpo principale della struttura, lontano da fonti di rumore, a cui l’ospite può avvicinarsi con la propria automobile fino a ridosso dell’ingresso.
All’esterno della camera è presente uno spazio privato all’aperto, delimitato da piante dalle profumazioni delicate e attrezzata con tavolino e poltroncine per consentire di godere di un’impareggiabile vista del bosco circostante pur nella comodità del proprio spazio.

L’attenzione progettuale ha tenuto conto anche dell’utilizzo della camera per le famiglie con bambini piccoli.
Gli arredi sono realizzati in materiali naturali privi di spigoli, disposti in modo da permettere spostamenti agevoli e ampi sufficientemente per accogliere, all’occorrenza, un lettino da campeggio o una culla. I pavimenti vinilici, durevoli e di facile pulizia, permettono ai bambini di potervi giocare senza problemi.
Tra le dotazioni della camera vi sono un fasciatoio morbido (da porre sul letto per l’utilizzo), riposto in uno scomparto disegnato ad hoc nell’armadio, nonché un frigobar, il bollitore, un piccolo forno a microonde (con comandi a pulsante – non digitale – per l’uso da parte di persone ipovedenti) e attrezzature utili per preparare pappe, conservare bevande o medicine oppure, semplicemente, per prepararsi una bevanda calda.

Per le persone anziane, oltre a tutte le misure sopra riportate, si è adottato anche un piccolo accorgimento per rendere facilmente utilizzabile la porta scorrevole posta a chiusura del bagno. Scegliendo una porta più lunga di 5 cm del necessario, si è riusciti a porre in opera un nottolino esterno in sostituzione del classico sistema utilizzato per tirare la porta quando completamente inserita nel muro. Questo ne favorisce la movimentazione, permettendo a tutti di chiuderla con estrema facilità.

A completamento del progetto, per tutto il materiale informativo dedicato all’ospite è stato utilizzato il font Easyreading. Si tratta di un carattere esplicitamente creato pensando ai lettori dislessici e che, secondo ricerche scientifiche, ha ottenuto risultati estremamente positivi per il suo grado di leggibilità.

UNA SVOLTA CULTURALE
Cosa ci siamo inventati? Nulla di speciale, lo ammetto. Abbiamo solo deciso di comporre questo puzzle senza lasciarci scoraggiare dal numero di pezzi e dalla difficoltà di mettere tutto insieme.
E siamo partiti dall’ampliamento del concetto di “barriere architettoniche”, che finisce per abbracciare situazioni che presentano ostacoli o impedimenti fisici, quelli che costituiscono barriere percettive, fonti di disagio o pericolo, ma anche quelle che generano affaticamento.

L’auspicio è che sia solo il primo esempio di tante camere inclusive da realizzare in Italia (e non solo), che rappresenterebbero un’evoluzione culturale e progettuale volta a migliorare sensibilmente la qualità dei nostri alberghi.

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