SOLE 24 ORE: “NUOVI PROFILI PER GLI HOTEL”

Attenzione! Ho rischiato di cadere dalla sedia quando, durante i miei consueti approfondimenti, mi sono imbattuto nell’articolo del Sole 24 ore che riporta come titolo: “Psicologi, stilisti e light designer. Gli hotel chiedono nuovi profili”. Ed ancora: “Le grandi catene internazionali vanno alla ricerca di nuove specializzazioni, anche insolite, in grado di far vivere esperienze di relax e benessere ad una clientela molto esigente”.
Non ci posso credere!

Leggi l’articolo del Sole 24 Ore

HOTEL STYLIST
Dopo 5 anni (hai letto bene: 5 anni!) di sollecitazioni volte a far capire quanto è importante prevedere ruoli professionali non convenzionali per la crescita dell’hotel, a ben 5 anni dall’introduzione dell’Hotel Stylist (il primo articolo che ho pubblicato in merito è datato 20 giugno 2014! Ecco il link), una testata autorevole come il Sole 24 ore sancisce ufficialmente tutti i concetti che ho faticosamente portato all’attenzione del settore alberghiero negli ultimi anni.
Provo un sentimento misto di eccitazione e rabbia: la conferma di aver visto veramente molto lontano, ma l’amarezza per la difficoltà trovata a far passare il messaggio a causa dell’estrema novità che queste idee nuove rappresentano.
Che sia giunto il momento in cui il settore, finalmente, potrà beneficiare di un nuovo approccio?

Hotel Casa Yvorio, Terracina – Design by Studio Stefano Pediconi

E non è solo questione di Hotel Stylist: quante volte abbiamo parlato di cambiamento e della necessità di affrontare il mondo alberghiero in maniera differente? Quante volte abbiamo sollecitato ad un lavoro di squadra che coinvolga professionisti che, come l’art director, possano completare le competenze del team e accompagnare per mano l’hotel, passo dopo passo, verso un nuovo futuro?

Leggi anche “Come gestire il cambiamento

A Color Life, vivere a colori – Design by Studio Stefano Pediconi

IL COLORE
L’articolo evidenzia la necessità di “esperti di colore” e sfonda una porta aperta! Con gli eventi degli ultimi anni ho cercato di rendere evidente la necessità di un progetto del colore, da sempre sostenuta con forza: la ricerca di una coerenza cromatica è imprescindibile, soprattutto laddove il colore diventa uno strumento per creare benessere all’interno degli ambienti.
È ancora troppo grande la sorpresa del cliente quando propongo il progetto del colore, al pari di quello delle murature o degli impianti! Eppure, l’immagine dell’hotel – camere o locali comuni che siano – ha un ruolo attivo nell’offerta all’ospite di vivere la sua esperienza all’interno di una determinata struttura. E nello studio dell’immagine, il ruolo del colore è quello di vestire gli ambienti in maniera tale da valorizzare ogni singolo aspetto e permettere all’ospite di percepirne la qualità.

LA PSICOLOGIA
Sempre tornando all’articolo, parliamo di psicologi e ricordo quando ho iniziato a lavorare con gli psicologi nella progettazione dell’hotel: era il lontanissimo 2004 e con il progetto della Wellness Room ho coinvolto il dott. Jader Tolja, esperto di psicosomatica dello spazio, e la dott.ssa Paola Santagostino, esperta di psicologia del colore! Parliamo di 15 anni fa!
E tutti i progetti di Wellness Room sviluppati nel corso del tempo hanno beneficiato di questi studi, restando tuttora fortemente innovativi!

Wellness Resort Isernia – Design by Studio Stefano Pediconi

Wellness Room al Color Hotel, Bardolino – Design by Studio Stefano Pediconi

LA PROFESSIONALITA’
Per architetti e ingegneri lavorare alla definizione di una struttura turistica richiede (REBBE, dico io!) altissimi gradi di specializzazione”. E ancora: “L’esperienza resta un prerequisito spesso tenuto in conto nei tender promossi dalle grandi catene internazionali per cercare consulenti capaci di sviluppare nuovi layout”.
Si pone l’accento sulla professionalità come requisito fondamentale per lo sviluppo di nuovi progetti di riqualificazione. Eppure, se ci guardiamo in giro, il settore sembra parlare un’altra lingua: l’improvvisazione e la superficialità sono in agguato dietro ogni angolo.
Ne restano parzialmente immuni le catene alberghiere, che viaggiano spesso su livelli qualitativi e standard più elevati anche in Italia, mentre, invece, impazzano professionisti (o presunti tali) che si arrogano la capacità di progettare un hotel solo per averlo conosciuto da ospite! Un errore gravissimo che porta troppo spesso conseguenze che si riflettono sul lavoro di chi l’hotel, poi, lo deve gestire e amministrare.
La verità è che la specializzazione in progettazione alberghiera è ancora tanto rara quanto sconosciuta. Tra l’archistar e il tecnico locale spesso c’è una landa desolata di persone che improvvisano una specializzazione che non hanno ma che, in realtà, esiste veramente, come dimostra il lavoro del mio studio di architettura e interior design.
Parlando di esperienze personali, in questo mese ho ricevuto gratificanti riscontri per il lavoro serio e costante. Questo, ahimè, finisce per risultare “speciale” ma, invece, dovrebbe essere di norma, svolto da tutti con una qualità che dovrebbe essere consueta. 

Insomma, alla fine questo post è diventato uno strumento per compiacermi che la strada intrapresa, gli studi, i progetti e la ricerca sul settore che tanto mi appassiona alla fine trovano grandissimo riscontro. Mi sono concesso un piccolo pavoneggiamento ad esternazione della soddisfazione che tanto lavoro, svolto con laborioso impegno e, soprattutto, grande tenacia (avanti malgrado tutto e tutti!), alla fine trova corrispondenza nelle tendenze dell’hôtellerie, preannunciate nei cosiddetti “tempi non sospetti”

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