Hotel e Spa Design, nuove idee per ospitalità e benessere

LA DIREZIONE GIUSTA: CONSAPEVOLEZZA E ATTEGGIAMENTO

Ancora sono distante da proposte progettuali miracolose per il settore alberghiero e, al momento, ritengo più serio trattenermi dal dire sciocchezze. Tuttavia, aspettare non vuol dire fermarmi ed attendere che sopraggiungano gli eventi ed ho individuato, oltre ogni dubbio, la direzione da seguire per ottenere buoni risultati nel prossimo futuro: prendere consapevolezza di poter andare oltre i propri limiti e quale atteggiamento tenere per affrontare le circostanze.

Pan Pacific Yangon Hotel, Myanmar – Photo by Carson Cheung

Ne sto leggendo, di parole: soluzioni risolutive per il settore alberghiero, ricette miracolose, intuizioni magiche per gli hotel, tutto pur di essere i primi a tracciare la strada che porta verso la luce in fondo al tunnel.
La verità? È che siamo ancora nel campo delle ipotesi, per cui ogni scenario possibile è semplicemente una proiezione di quello che potrà essere, senza particolare fondamento.
Tuttavia, sto studiando molto e nello spirito più costruttivo possibile, ti propongo due ulteriori spunti di riflessione che si aggiungono a quelli espressi negli ultimi articoli.

Ah, se non li hai letti e vuoi un’iniezione di fiducia, ti incito caldamente a farlo:

È un periodo difficile, lo so e lo sperimento sulla mia pelle: anche la sorte della mia attività specializzata di progettazione di hotel e SPA è legata a doppio filo con quella alberghiera e le prospettive non promettono ancora niente di buono.
Eppure, dobbiamo andare oltre e siamo chiamati ad allargare i nostri orizzonti.

E se cominciassimo a renderci conto che siamo abituati a vedere le cose solo da un ristrettissimo punto di vista?

Four Seasons Hotel, Guangzhou

CONSAPEVOLEZZA
Con questi pensieri in testa, in televisione ho avuto modo di vedere “Cosa ti dice il cervello”, interessantissimo programma che evidenzia come tra la realtà e il nostro modo di percepire vi sia l’interpretazione del nostro cervello, fisiologicamente abituato a misteriosi e sofisticati meccanismi.

In una puntata, il conduttore Jason Silva evidenzia come, guardando un determinato disegno e chiedendone un’interpretazione, i bambini riescono a trovare molte più risposte rispetto agli adulti. La ricerca – dice – mette in rilievo che gli adulti sono condizionati dalle loro esperienze sensoriali a ricondurre il disegno a canoni conosciuti. I bambini, invece, non hanno risposte preconcette e, attraverso una fantasia senza limiti, riescono a vedere soluzioni dove apparentemente sembra non ci siano.

Ecco, a questo siamo chiamati: se il nostro lavoro fino a ieri è stato strutturato in un certo modo, non vuol dire che non possa essere impostato diversamente! I limiti che vediamo e che diamo come impossibili da superare, sono confini posti dal nostro modo di ricondurre tutto a schemi di esperienze già consolidate.
Ora, invece, siamo chiamati ad avanzare senza paura verso l’inesplorato.

Mondrian Doha Hotel, by Marcel Wanders

Cosa vuol dire? La risposta non è chiara nemmeno per me, ma sono assolutamente certo che il primo passo per trovarla è prendere consapevolezza di questa possibilità! Allarghiamo i nostri orizzonti e arriveremo a soluzioni brillanti e non convenzionali.

ATTEGGIAMENTO
Il secondo passo è l’atteggiamento con il quale affrontare la situazione e con il quale tendere ad andare oltre ai confini auto-imposti dalla nostra mente.
A tal proposito, prendo a prestito alcuni brani del libro di Stephen R. CoveyThe 7 habits of highly effective people”, tradotto in italiano – a mio parere non troppo correttamente – come “Le 7 regole per avere successo”, che sto leggendo avidamente in questo periodo.

Guarda la video recensione animata del libro

“Noi siamo responsabili della nostra vita. Il nostro comportamento è una funzione delle nostre decisioni, non delle condizioni in cui viviamo. Noi abbiamo l’iniziativa e il senso di responsabilità necessari per far sì che le cose accadano. E la parola “responsabilità” (letteralmente”abilità di risposta”) è la capacità di scegliere la nostra risposta o reazione.”

Questa è la proattività!

“Molti aspettano che accada qualcosa o che qualcuno si occupi di loro. Ma quelli che finiscono per avere le professioni più attraenti sono gli individui proattivi, che costituiscono essi stessi la soluzione dei problemi, che prendono l’iniziativa per fare qualsiasi cosa sia necessaria, coerentemente con i propri principi.

Il contrario di una persona proattiva è una persona reattiva, il cui spirito consiste in un trasferimento di responsabilità: io non sono responsabile, non sono in grado di scegliere la mia reazione. È spinta dalle circostanze contingenti, dalle situazioni, dal suo ambiente e si assolve da ogni responsabilità.

La risposta proattiva è affrontare la realtà delle circostanze del momento e delle proiezioni future, ma anche la realtà del nostro potere di scegliere una risposta positiva a tali circostanze e proiezioni: un lavoro su quei fattori che possono essere in qualche modo trasformati dal loro fare. E la natura della loro energia è positiva.

The 8 restaurant, Grand Lisboa Hotel by Steve Leung

Gli individui reattivi, invece, si fissano sulla debolezza di altre persone, sui problemi presentati dall’ambiente e su circostanze su cui non hanno controllo. Questa loro focalizzazione ha come risultato atteggiamenti accusatori, un linguaggio reattivo e l’esacerbarsi del loro senso di frustrazione e impotenza. Energia negativa combinata con l’indifferenza per le aree dove, invece, si potrebbe avere un intervento attivo.”

È un libro pubblicato nel 1989, ma il capitolo sembra un articolo scritto ieri da parte di chi ci sprona ad affrontare la difficile situazione attuale con un atteggiamento profondamente diverso da quello negativo così diffuso in tutto il settore.

Consapevolezza di poter andare oltre i propri limiti e atteggiamento proattivo per affrontare le circostanze. Perché non proviamo a porci così di fronte ai quesiti che la vita ci sta ponendo davanti?
Scrivimi nei commenti, sono convinto che troveremo risposte sorprendenti, che potremo condividere in un prossimo post.

“Il coraggio non è avere la forza di andare avanti ma è andare avanti quando non si ha la forza” – Theodore Roosvelt

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2 comments

    • ALEJANDRO GARRETTA on Aprile 18, 2020 at 7:22 am
    • Reply

    Sono d’accordo sul atteggiamento positivo e propositivo , me lo ripeto tutti i giorni. È il momento di essere più creativi che mai . L’impresa non sarà facile nel periodo che arriva ma è l’unica da intraprendere a mio parere

    1. Sono assolutamente d’accordo che non abbiamo scelta: eppure sono fiducioso che, nella difficoltà, fuori dalla nostra zona di comfort, usciranno idee inaspettate che permetteranno di riprendere la vita meglio di prima: recupero dei rapporti sociali, più attenzione all’ambiente, sostenibilità, niente più paura della tecnologia, valorizzazione del concetto di ospitalità, migliore gestione dei costi, riqualificazione degli spazi…abbiamo ampi margini di miglioramento su tutto!

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