HôTELLERIE, TRA PASSATO E FUTURO

La cognizione del tempo ha sempre affascinato l’uomo: viaggiare nel futuro con la curiosità di un esploratore del tempo o tornare ad assaporare l’autenticità del passato ormai persa ha sempre stimolato l’immaginario delle persone. La nutrita filmografia sull’argomento ne dimostra l’interesse:
è quasi scontato fare riferimento a “Ritorno al futuro”, il celebre film con Michael J. Fox, icona del cinema anni ’80; divertente è invece pensare a “Spazio 1999”, serie televisiva degli anni ’70 che, letta con gli occhi di oggi, fa sorridere per gli effetti speciali utilizzati (all’avanguardia per l’epoca) e per la storia che, arrivati al 2019, abbiamo vissuto in maniera profondamente diversa.

Parlare del tempo è lo spunto per riflettere su un paio di aspetti importanti riguardanti l’hôtellerie.
Immaginare il futuro, infatti, non è altro che lo sforzo a cui tutti – professionisti, consulenti, imprenditori o operatori – siamo chiamati ogni volta che pensiamo allo sviluppo di un’attività.
Ci affanniamo per tracciare i trend più attendibili, facciamo analisi dei flussi turistici, statistiche degli ospiti, delle loro abitudini, convegni, incontri, fiere, alla ricerca di tutto ciò che può permettere ad una struttura ricettiva di porsi sul mercato in maniera vincente.
Quale mercato? Quello del prossimo futuro, ovviamente: sarebbe più facile utilizzare una palla di vetro ma, non avendola ancora trovata, ci affanniamo in altri modi per riuscire a prevedere il futuro dei nostri hotel, cercando di arrivare quanto più vicini alla realtà che sarà.
Guardare al futuro è condizione indispensabile affinché un hotel possa avere successo, rivolgendosi agli ospiti con esigenze sempre nuove che dobbiamo essere in grado di anticipare.

Al di là della necessità di soddisfare le abitudini che verranno, se parliamo di futuro non possiamo non pensare anche agli aspetti formali: l’immagine dell’hotel del futuro. Quante volte ne abbiamo sentito parlare?

È assolutamente un bene che si cerchi una strada nuova anche nel disegno delle forme, nelle camere come nelle aree comuni, per tradurre il concetto di futuro in design.
Tanti sono gli eccessi che spesso ricadono in sterili dimostrazioni di vuota bravura nel disegno, senza attenzione alle necessità di chi, alla fine, deve vivere all’interno di certi spazi.
Molto più spesso, invece, il risultato di una ricerca stilistica che possa essere in linea con la sete di futuro degli ospiti porta ad un risultato a cui dovrebbero tendere tutti gli hotel: la creazione di qualcosa di veramente nuovo, che permetta di trovarsi all’interno di ambienti organici, confortevoli, sicuramente funzionali e soprattutto unici.
Invece, ecco qui che nella linea temporale del nostro discorso torna prepotentemente a sgomitare il passato, come luogo della sicurezza, dell’eterna eleganza, dell’intramontabile stile apparentemente senza età.
E, nella peggiore delle interpretazioni, sinonimo di anacronismo e fiera del “già visto”.
Perché?

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Ritz Palace Hotel Barcellona

Perché oggi – anno 2019 – nel progetto di gran parte degli alberghi si guarda ancora così pesantemente indietro? Eppure, le esigenze degli ospiti e la voglia di vivere autentiche esperienze personali nel loro soggiorno in hotel sono orientate verso la novità. Si cerca il lusso nell’esclusività, che non corrisponde più ai classici canoni stilistici, tantomeno all’opulenza di certe decorazioni del passato, utilizzate erroneamente ancora oggi come sinonimo di “ricercatezza”.
È vero che gran parte degli ospiti non riesce a pensare all’hotel del futuro e preferisce rifugiarsi nelle forme del passato, conosciute e, pertanto, già sperimentate nella loro ricerca di un ambiente dove star bene.
Ma il compito di prevedere il futuro non è il loro, ma il nostro: perché limitarci a soddisfare in maniera sterile queste aspettative, invece di guidare ed educare l’ospite attraverso il concetto di “sorpresa”?

Alcuni alberghi di oggi danno l’impressione di essere ancora immersi nel secolo scorso.
Questa è l’ultima sensazione che voglio dare” – Karim Rashid

Prizeotel Bern – Design by Karim Rashid

Contrari al minimalismo o al design futuristico? Attenzione, non ho parlato di stile!
Poche scuse, signori: non è una questione di stile, perché è possibile concepire l’hotel del futuro anche attraverso forme che richiamano quelle classiche ma rifuggendo imperativamente ogni anacronismo e qualsiasi minestra riscaldata.
Guardare al futuro non vuol dire fare tabula rasa del passato, anzi, significa farne tesoro nell’orientarsi verso nuovi orizzonti inesplorati, fornendo una risposta alle domande ancora inespresse degli ospiti.
In questo, non serve la palla di vetro, né la bacchetta magica, ma una profonda conoscenza del settore e una preparazione professionale che consenta di anticipare – non di seguire – i trend alberghieri.

Viaggio nel futuro o salto nel passato: tu da che parte stai?

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