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Giu 07

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CENTRO BENESSERE, IL SOLITO ANALGESICO?

“Immaginate quanto deve essere stato entusiasmante essere la prima persona a commercializzare l’aspirina. Era un prodotto di cui chiunque sulla Terra avrebbe avuto necessità, e che avrebbe desiderato acquistare, un prodotto di basso costo, facile da usare e che manifestava immediatamente i propri effetti benefici.

Naturalmente ebbe enorme successo.

Oggi chi entra in farmacia si trova davanti Nurofen, Moment, Oki, Aulin, Neo Cibalgina, Voltaren, Fenadol, Orudis, Enantyum (per citare quelli conosciuti in Italia), per non parlare dei prodotti generici, delle diverse varianti di prodotto e confezioni di varie dimensioni […]

Pensate che sarebbe ancora facile organizzare la promozione dell’aspirina? Chi mettesse a punto un nuovo analgesico, migliore di tutti, come procederebbe?”

Ci risiamo: ho preso troppo a cuore l’argomento che vorrei tornarci sopra, prima di passare agli altri ventimila che affollano il mio piano editoriale.
Partiamo di nuovo con una citazione de “La mucca viola“, di Seth Godin. No, non voglio parlare di cura e farmacie, ma di un argomento afferente, che completa e amplia il concetto di salute: il benessere.

Forse servirebbe l’ipnosi (tipo quella da cinema, con il pendolo davanti agli occhi) per riuscire a convincervi dell’associazione tra quello che abbiamo appena letto e i nostri amati centri benessere. In mancanza, chiudete gli occhi e facciamo insieme questa liaison.

SAUNAPiù andiamo avanti, più ci avviciniamo alla completa omologazione: centri wellness fatti con lo stampino, immagini standardizzate scelte in virtù del fatto che “alle persone piace così”, servizi, attività e attrezzature tutte uguali.
Sauna, bagno turco, idromassaggio; sauna, bagno turco, idromassaggio; sauna, bagno turco, idromassaggio…il disco si è incantato e le richieste sono sempre le stesse. Immaginando un centro benessere, si pensa solo a questo!

D’altronde, può essere un problema produrre l’ennesima copia di SPA se, quando si decide di investire, si pensa sempre di essere i più forti, i più furbi, di mangiare la concorrenza, di non avere competitors?
E, soprattutto, quando si pensa di non essere così fessi da ripetere gli errori di tutti coloro che hanno fatto l’amara personale conoscenza con lo spettro del tracollo? Il tristemente famoso “buco nero”, che si genera quando un’attività è mal interpretata e mal gestita a causa del virus della superficialità, che pare mietere vittime in particolare nel settore del wellness.
In fin dei conti, l’analgesico che sto mettendo sul mercato è senza dubbio migliore degli altri e fornisce la risposta alle necessità delle persone. Nulla di diverso dal dire che la mia SPA è la fantastica risposta alle enormi richieste di benessere, o meglio, alle esigenze vitali di benessere che si stanno manifestando, indistintamente, in tutto il mondo!

Sveglia!

E quando ci svegliamo, le strade sono due: o si manifesteranno i peggiori incubi, oppure realizzeremo i nostri bellissimi sogni, il che accadrà esclusivamente mettendo da parte qualsiasi presunzione e seguendo l’unica strada possibile e immaginabile: diventare la mucca viola in un mondo tutto marrone!

CAMBIAREBisogna differenziarsi, il faut se distinguer, we must distinguish ourselves, 我們必須區分, يجب أن نفرق (*)….in che lingua ve lo devo scrivere?
Non ci troviamo più davanti a persone (gli ospiti) che si lasciano infinocchiare da proposte senza anima, da centri benessere che, seppur bellissimi, non riescono a colpire il cuore dei clienti perché si presentano come “uno dei tanti”: bisogna lavorare con nuove idee, che interpretino le vere esigenze di benessere delle persone e che le traducano in realtà nuove, che guardino al futuro sia per contenuto, sia per immagine.

Sorpresa, emozione, calore, servizio, innovazione, multisensorialità, passione ma soprattutto nuove idee da infondere ai nuovi spazi, o meglio, agli spazi che vogliono porsi come nuovi in un settore in cui nascono quotidianamente tante nuove realtà che invece, ahimé, non hanno nessuna parentela con la signora qualità.

Continuiamo ad investire nel wellness, oggi è sicuramente la strada giusta e matura per costruire un fecondo business, ma facciamolo solo dopo aver letto e imparato a memoria il libro di Seth Godin.
In alternativa, ci aspetta di raccogliere solo i proventi di bellissimi Luna Park, pieni di lucine e sterili giochi d’acqua.

(*) mi perdonino gli amici di lingua araba e cinese, ma non posso sapere se l’espressione di Google Translate è corretta


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